Quello di Coviello fu un omicidio volontario, nuova condanna per Magistri

Quello di Coviello fu un omicidio volontario, nuova condanna per Magistri

La dipendente delle Poste, Anna Lucia Coviello, 63enne di Terracina, all’interno del parcheggio multipiano di Sperlonga, quattro anni fa,è stata vittima di un omicidio volontario compiuto, dopo mesi e mesi di stalking, dalla collega Arianna Magistri, 45enne di Formia.

Lo ha stabilito la Corte d’Assise d’Appello di Roma che, pronunciatasi per la seconda volta sulla vicenda, ha condannato l’imputata a 15 anni e 4 mesi di reclusione, solo 8 mesi in meno rispetto alla condanna che le era stata inflitta in primo grado e dopo che per lei il procuratore generale Roberto Cavallone aveva chiesto l’ergastolo.

Il 16 giugno 2016, nel parcheggio vicino all’ufficio postale, venne trovata ai piedi delle scale e con gravi ferite Anna Lucia Coviello.

La vittima, dipendente delle Poste, venne ricoverata all’ospedale “Goretti” di Latina, dove morì dopo una settimana di agonia.

I carabinieri arrestarono Arianna Magistri.

Per gli inquirenti, l’imputata avrebbe fatto precipitare la 63enne dalle scale, provocandole fratture del cranio e una vasta emorragia, dopo averla perseguitata per circa due anni.

E con tali accuse il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, aveva condannato la formiana a sedici anni di reclusione.

In appello però era arrivata l’assoluzione dall’accusa di stalking, l’omicidio era stato inquadrato come un omicidio preterintenzionale e Magistri era stata condannata a sei anni di carcere.

Una decisione annullata dalla Corte di Cassazione, disponendo un nuovo processo davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Roma, che ora ha condannato nuovamente la 45enne di Formia per omicidio volontario.

La formiana dovrà ora attendere il deposito delle motivazioni della sentenza per poi valutare un secondo ricorso alla Corte di Cassazione.

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