Coronavirus, l’ultima analisi dei dati a cura di Ermete Labbadia

Coronavirus, l’ultima analisi dei dati a cura di Ermete Labbadia

Ermete Labbadia, laureato da anni in economia e commercio ma appassionato e con una tesi in statistica, ci accompagna nella lettura dei dati del contagio dell’emergenza Covid-19.

LE FAVOLE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

NOTIZIE FLASH DAL MONDO DELLE FAVOLE

La Bella Addormentata dorme ancora nel bosco.

Il  Principe potrà baciarla e quindi svegliarla solo in Fase 3.

La può comunque guardare anche ora ad almeno un metro di distanza e munito di mascherina.

Cenerentola schiavizzata! I balli di mezzanotte saranno gli ultimi ad essere consentiti. Gli incaricati del Principe per far misurare le scarpette, inoltre, sono stati bloccati da un decreto che vieta le visite a domicilio.

Ogni candidata comunque potrà scattare una foto del suo piede. Si precisa che come da favola verrà scelta la ragazza col piede più piccolo. La foto andrà caricata sul sito ufficiale: Indicazione Numero Piede Scarpa (INPS). Se il primo giorno il sito dovesse andare  in tilt… non fateci caso.

Nell’RSA i 7 nani puntualmente alle 18.00 cantano in coro l’inno, ma Biancaneve non può vederli perché non riescono ad affacciarsi al balcone che ha il parapetto di calcestruzzo alto un metro.

Hansel e Gretel… niente scuse!

Strega o non strega dovete restare a casa!

LA FAVOLA DEL GIORNO E IL COVID 19

“Il gioco degli scacchi arrivò in Egitto, portato da un ambasciatore persiano che volle insegnarlo anche al Faraone. Questi, entusiasta del gioco, al termine della partita, per testimoniare la propria gratitudine, invitò l’ambasciatore ad esprimere un desiderio qualsiasi che sarebbe stato senz’altro esaudito. L’interpellato rispose che voleva del granoun chicco sulla prima casella della scacchiera, due chicchi sulla seconda, quattro sulla terza e così continuando e raddoppiando, fino alla sessantaquattresima casella.

“Una cosa da nulla” proclamò il Faraone, stupito che la richiesta fosse così misera, e diede ordine al Gran Tesoriere di provvedere. Dopo oltre una settimana il funzionario, che ne frattempo aveva tentato di fare i conti, si presentò dicendo: “Maestà, per pagare l’ambasciatore non solo non è sufficiente il raccolto annuale dell’Egitto, non lo è neppure quello del mondo intero, e neppure i raccolti di dieci anni di tutto il mondo sono sufficienti”.

Il contagio del Covid 19,  senza misure di restrizione, avrebbe rispecchiato la situazione narrata nella favola “Gi scacchi e il faraone”

Quindi quando su internet leggete di articoli secondo cui l’influenza stagionale causerebbe un numero di morti paragonabili a quelli del Coronavirus sappiate che si tratta solo di fake news, perché nel contenimento del contagio e dei decessi hanno influito notevolmente in maniera positiva  il lockdown e i comportamenti individuali corretti.

E’ quindi anche oggettivamente errata l’affermazione fatta qualche settimana fa nella Conferenza Stampa della Protezione Civile da uno dei componenti del Comitato scientifico secondo la quale senza misure di restrizione si sarebbero verificati poco più di 30.000 decessi in più.

In realtà, come ci ha fatto comprendere anche il Gran Tesoriere nella favola, i morti in questa prima ondata molto probabilmente avrebbero superato in Italia il numero di cinquecentomila (500.000).    

Dalle favole quindi c’è sempre da apprendere. Ve ne racconteremo quindi probabilmente altre nei prossimi giorni. Non troppe perché secondo le nostre previsioni questa ondata sta quasi finendo.

ULTIM’ORA

Ermete Labbadia

L’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane ha stilato ieri una vera e propria mappa che indica quali regioni registreranno per prime, e quali dopo, lo stop ai contagi, individuando per ogni regione una data prima della quale è poco verosimile attendersi l’azzeramento dei nuovi contagi.

Ecco le date: Basilicata ed Umbria (21 aprile), Molise (26 aprile), Sardegna (29 aprile), Sicilia (30 aprile), Calabria (1 maggio), Puglia e Abruzzo (7 maggio), Campania (9 maggio), Lazio (12 maggio), Valle d’Aosta (13 maggio), Liguria (14 maggio), Trento (16 maggio), Friuli Venezia Giulia (19 maggio), Piemonte e Veneto (21 maggio), Bolzano (26 maggio), Emilia Romagna (29 maggio), Toscana (30 maggio), Marche (27 giugno), Lombardia (28 giugno).

Noi invece già da un paio di settimane abbiamo preferito fare previsioni non sull’azzeramento registrato dei nuovi positivi, dato che è fortemente condizionato dalla numerosità dei tamponi e dagli esami sierologici, che stanno per iniziare nelle varie regioni con tempistiche diverse, ma  abbiamo preferito invece fare previsioni –  sull’azzeramento o quasi azzeramento dei nuovi ricoverati Covid, che è un dato più riscontrabile e per nulla influenzato da tempistiche di esami e tamponi.

In quasi la metà delle regioni italiane questo azzeramento è già avvenuto oppure avverrà nell’arco di una settimana. A fine aprile potrebbero secondo le nostre previsioni non aver raggiunto questo traguardo, pur avvicinandosi,  solo Lombardia, Piemonte e forse un altro paio di regioni.

Abbiamo ovviamente anche consigliato di agire individualmente con la massima prudenza finora adottata anche nei 15 30 giorni successivi all’azzeramento da noi previsto per evitare di imbattersi in qualche asintomatico che giocoforza potrebbe sfuggire alle rilevazioni: la nostra galleria in fondo alla discesa che auspichiamo abbia tempi coincidenti  con quelle di una non lunghissima fase 2.

Quindi in linea di massima concordiamo con le analisi dell’Osservatorio nazionale, soprattutto per l’ordine in cui usciranno le regioni, che è molto simile a quello indicato da noi nella previsione del 7 aprile,  ma siamo più ottimisti per le tempistiche.

Le nostre analisi tengono conto che nel corso del tempo oltre ad essere aumentato il numero dei tamponi c’ è stata anche  differenza nelle modalità in cui si sono fatti i test.  Nella maggior parte delle regioni ad una prima fase in cui venivano testati solo sintomatici gravi, è seguita una seconda fase con tamponi anche ai pauci sintomatici per passare  ad una terza con una forte ricerca degli asintomatici (personale sanitario, RSA ecc…).

Per queste osservazioni  la curva del contagio è a nostro avviso molto più in fase discendente.

Ci sembrano inverosimili le previsioni dell’Osservatorio Nazionale quando prevedono l’azzeramento nello stesso giorno per Piemonte e Veneto, che per noi finirà prima, e soprattutto per i tempi lunghissimi previsti per Lombardia e Marche, due delle regioni che nell’ultimo periodo hanno avuto tra l’altro un trend molto buono.

Ci sembra inverosimile che la regione delle Marche con soli 57 nuovi positivi accertati ieri e che registrerà a nostro parere il quasi azzeramento dei nuovi ricoverati nell’arco di una settimana debba attendere poi due mesi per l’azzeramento dei nuovi positivi.

 E nonostante la consistenza dei numeri siamo più ottimisti anche per la Lombardia. Le chiamate al numero del pronto soccorso lombardo per motivi respiratori o infettivi del 18 aprile è ritornato più o meno identico a quello del 23 febbraio (pochissimi giorni dopo il caso di Codogno).

Quindi cari amici Marchigiani e Lombardi siamo più ottimisti anche per voi.

E poi lo dice anche la favola:   il brutto anatroccolo è proprio in primavera che diventerà cigno …

 

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