Covid-19, si attende boom di guariti e calo ricoverati nei prossimi giorni

Covid-19, si attende boom di guariti e calo ricoverati nei prossimi giorni

La nuova analisi di dei dati di Ermete Labbadia (laureato in Economia ma con una tesi in Statistica) che ogni giorno, anche dalle nostre pagine web prova a farci capire il senso dei dati diffusi degli organi preposti.

Ermete Labbadia

“I dati giorno dopo giorno sono sempre più confortanti e testimoniano un miglioramento in tutte le regioni d’Italia più o meno marcato.

Sono solo 7 le regioni che ieri hanno registrato più di 100 nuovi positivi accertati: Lombardia (più di 1000), Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Lazio.

Ben 12 regioni registrano un incremento percentuale a 5 giorni dei contagiati inferiore al 10%. La settimana prima, il 10 aprile, erano solo 2. Tutte le regioni hanno un miglioramento di questo indice rispetto alla settimana precedente .

Il trend di miglioramento è ottimo in Umbria (dal 5,08 all’1,36), nelle Marche (dal 13,89 al 6,88), nel Veneto (dal 19,55 al 9,21), nella Sardegna (dal 17,2 al 5,84) e nel Molise (dall’8,48 al 4,67).

L’unica regione che migliora più lentamente è il Piemonte (dal 21,44 al 18,77)

E tutto il miglioramento c’è stato nonostante il numero dei tamponi sia in pratica raddoppiato in tutte le regioni.

Il tasso di letalità (T.L.), che troviamo nella colonna successiva a quella del trend, indica il rapporto tra deceduti e casi totali. Come abbiamo più volte ripetuto questo tasso più alto non indica una più forte aggressività del virus ma segnala invece quanto siano stati più sottostimati i casi totali e quindi i contagiati.

Il tasso di letalità rispetto ad 8 giorni fa è cresciuto in modo leggerissimo in tutte le regioni   

Che il tasso di letalità cresca in una fase discendente del contagio è comunque normale, poiché l numero dei decessi, come sappiamo, continua ad essere consistente ancora per un certo periodo di tempo dopo la frenata dei contagi, poiché ci sono anche persone che muoiono dopo un lungo periodo di ricovero.

Per questo motivo nella maggior parte dei paesi del mondo in questo periodo sta crescendo in modo consistente.

Il fatto che in Italia non sia aumentato di molto dipende dal fatto che ultimamente, per fortuna, è aumentato il numero delle persone testate con i tamponi rispetto ai periodi precedenti.

Questo conferma che l’alto tasso di letalità dipenda in Italia da una sottostima del contagio avvenuta quasi integralmente  nel periodo iniziale e centrale dell’epidemia e che quindi la situazione ora è molto migliore non solo di quella che raccontano le fonti ufficiali ma anche di quella apparentemente ottimistica che vi abbiamo prospettato noi in queste ultime settimane.

Per capire la reale curva del contagio sarebbe molto più opportuno basarsi su quella dei nuovi ricoverati Covid, che abbiamo visto quasi azzerarsi nella provincia di Latina, dopo un picco avvenuto il 22 marzo.

Azzeramento o quasi azzeramento dei nuovi ricoverati per Coronavirus che è avvenuto già in altre province del Lazio (Viterbo, Rieti e Frosinone), ma anche in diverse strutture della capitale. Come da comunicato dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Roma del 17 aprile  “Non si registrano nuovi casi positivi in accesso al pronto soccorso negli ultimi 5 giorni”.

Il policlinico Gemelli invece scriveva di 168 ricoverati il 16 aprile  e di 153 ricoverati il 17 aprile con 16 pazienti dimessi. Quindi se ipotizziamo i due decessi avvenuti nelle terapie intensive (passati da 30 a 28) possiamo arrivare alla conclusione che al Policlinico Gemelli nella giornata di ieri sia entrato al massimo un solo nuovo ricoverato Covid. (153 + 16 = 169 e 169 -168 = 1) .

L’azzeramento o quasi azzeramento (non più di 3 unità al giorno) dei nuovi ricoverati è già avvenuto sicuramente da qualche giorno in Umbria, Basilicata, Molise e con altissima probabilità in Calabria e Sardegna e con buona probabilità anche in Sicilia, visti i comunicati diramati da strutture sanitarie e mezzi d’informazione di quella regione.

Potrebbe essere avvenuto anche in Valle d’Aosta, come si evince dai dati dei nuovi positivi accertati, ma il tasso di letalità abbastanza elevato della regione e la vicinanza con il Piemonte ci fa essere prudenti con questa affermazione.

La stragrande maggioranza del numero dei positivi che si sta riscontrando in questi giorni proviene da molte  RSA finalmente attenzionate e da familiari asintomatici di persone in precedenza riscontrate positive.

Prevediamo che nei prossimi giorni, inoltre , possano verificarsi notevoli aumenti del numero dei negativizzati e delle dimissioni dagli ospedali e che si abbassino almeno mediamente di un centinaio di persone al giorno il numero dei decessi nei prossimi 4, 5 giorni. Numero che tenderà sempre man mano ad abbassarsi, nonostante i decessi di questi giorni riguardino in gran parte casi avvenuti anche più di qualche settimana fa.       

Tutte queste analisi ci fanno propendere per la certezza del sicuro miglioramento avvenuto nell’ultimo periodo e fanno aumentare  la concreta speranza che se non si effettueranno errori gravi nei prossimi giorni la fine del tunnel sia molto più vicina di quanto ci stiano raccontando in questi giorni molti mezzi d’informazione”.

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