Consiglio comunale a Formia, Bilancio e maxi-emendamento: il comunicato de ‘Un’Altra Città’

Consiglio comunale a Formia, Bilancio e maxi-emendamento: il comunicato de ‘Un’Altra Città’

“Il Coronavirus ha messo sotto pressione la sanità e l’economia sia nazionale che della nostra città, ne ha congelato la vita sociale e culturale determinando di conseguenza anche difficoltà nella vita politica locale.

Questi dovevano essere i momenti del confronto fra maggioranza e opposizione sul bilancio di previsione 2020, l’atto amministrativo più importante del Comune, quello con cui si decide come gestire il denaro pubblico”.

Così in un comunicato stampa il gruppo consiliare del gruppo cittadino di maggioranza ‘Un’altra città’ .

“In merito al Bilancio predisposto dall’Amministrazione erano giunte proposte delle minoranze che chiedevano di modificare il suddetto documento. Ma il coronavirus ha bloccato tutto ed allora, con il senso di responsabilità che si addice, la politica è stata messa in grado di trovare una via unitaria.

Una via percorsa, purtroppo, soltanto in un pomeriggio primaverile.

È storia che il provvedimento approvato nella seduta del Consiglio Comunale di ieri è stato sostenuto dalla sola maggioranza.

Ebbene si, l’opposizione non ha votato il bilancio neutralizzando il suo impegno nella condivisione del maxi emendamento che, senza l’approvazione del bilancio, non avrebbe mai potuto avere alcuna efficacia e le poche risorse dell’ente non avrebbero potuto ricadere sulla città.

Va da se che se il bilancio non fosse stato approvato la città sarebbe stata priva di qualsiasi ammortizzatore messo a disposizione in quel maxi emendamento.

La sala Ribaud del Comune di Formia

Non votando il bilancio le forze politiche di opposizione si sono dimostrate distanti dalle responsabilità che sembravano essersi prese e che gli si addicono in questo momento.

Ma quel che lascia veramente esterrefatti ed attoniti è che, addirittura, tre consiglieri comunali di minoranza hanno espresso “voto contrario” al bilancio, di fatto contraddicendo in «coerenza, etica e morale» (le parole non sono nostre ma di un esponente della minoranza) al proprio operato e chiudendo una porta al dialogo da sempre invocato a parole …. ma forse solo a parole!

Un voto contrario che, alla fine, ha riguardato non solo il bilancio ma quello stesso emendamento che del bilancio è parte essenziale di cui qualcuno si era, già nelle prime ore del mattino successivo, addirittura attribuita la paternità.

Detto comportamento è stato quantomeno discutibile per il momento che si sta vivendo; momento in cui è necessario dare ai cittadini un segnale immediato e concreto di supporto e di solidarietà.

È stata quindi la maggioranza a dare la possibilità che, oltre a quelle statali e regionali, ci siano risorse utili ad affrontare le conseguenze della crisi. Risorse dell’Ente che, sicuramente, da sole non bastano in una situazione emergenziale come quella attuale che non poteva e non potrà mai essere affrontata esclusivamente con le risorse del mero bilancio Comunale e che abbisogna di consistenti interventi da parte dello Stato e della Regione a salvaguardia dei cittadini oltre che, naturalmente, degli equilibri di bilancio.

Giammai il Comune, riuscirà a far fronte ad una crisi di queste dimensioni con le proprie risorse, la cosa che invece si può e si deve fare è utilizzare al meglio le provvidenze che arriveranno ottimizzandone le risorse ed i tempi di erogazione ai beneficiari ed in ciò dobbiamo essere bravi tutti, in uno con i dirigenti ed il personale deputato.

Quindi a nostro parere è il momento di continuare nel nostro sforzo comune, con le persone di buona volontà, per superare questo momento di crisi.

E sicuramente il nostro gruppo farà la sua parte, lasciando da parte polemiche sterili ed inutili. Lasciamo ad altri lo sterile protagonismo.

Sappiamo bene quali sono i nostri doveri, sappiamo che su questo bilancio bisognerà intervenire in sede di assestamento alla luce delle novità che emergono man mano ma sappiamo anche che la città deve andare avanti e non ci tiriamo indietro sulle nostre responsabilità.

Sappiamo che, con reciproco sforzo, è stato aperto un tavolo.

Sarebbe un bene per la città se quel tavolo, a cui ci si è seduti in maniera propositiva e fattiva, continui ad essere collaborativo, senza la necessità di prevalere, di mettersi in mostra o di arrogarsi la primogenitura, magari coinvolgendo il più possibile, anche le realtà che possano più celermente rappresentare i vari bisogni, le consulte, creandone se del caso di nuove (ad esempio la consulta delle attività economiche che raggruppi le attività produttive e professionali). Noi ci crediamo e vorremmo che la nostra città rinasca nello splendore che ha avuto per tanto tempo, nel rispetto dell’iscrizione che contraddistingue il suo stemma post fata resurgo”.

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