Confermato lo stop alla demolizione della palazzina di via Roccagorga

Confermato lo stop alla demolizione della palazzina di via Roccagorga

Confermato dal Tar di Latina lo stop alla demolizione della palazzina al civico 20 di via Roccagorga.

Esaminati in aula i ricorsi presentati dai proprietari degli appartamenti, tra cui Emiliano Coletta, il figlio del sindaco, i giudici amministrativi hanno sospeso l’ordinanza di abbattimento emessa dal Comune il 17 dicembre scorso.

Un congelamento che già era stato disposto, con decreto e nell’attesa di ascoltare le parti, dal presidente del Tar di Latina, Antonio Vinciguerra.

La palazzina di via Roccagorga, un edificio di sette piani, in cui sono stati ricavati 19 alloggi, è stato autorizzato sulla scorta di piani particolareggiati poi annullati dal commissario prefettizio Giacomo Barbato.

Per il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, un edificio realizzato tra abusi d’ufficio, abusi edilizi e l’invasione arbitraria di un’area comunale.

Tanto che per tale vicenda il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, ha rinviato a giudizio il capo dell’ufficio edilizia privata del Comune, Luigi Paolelli, il direttore dei lavori, Fabio Tomeo, la proprietaria dell’immobile, Rosa Belani, e l’amministratore unico della società costruttrice Seccafien Costruzioni, Fabrizio Seccafien.

Una palazzina da demolire anche secondo il Comune.

Il Tar, ad un primo esame dei ricorsi, ha però ora sostenuto che non sembra configurabile un’automatica caducazione del permesso di costruire quale conseguenza dell’annullamento d’ufficio del piano particolareggiato sulla cui base è stato rilasciato, “trattandosi di atti collocati in sequenze procedimentali differenti ed apparendo, pertanto, necessaria a tal fine l’attivazione di uno specifico procedimento di autotutela”.

Secondo i giudici, inoltre, “sussiste un legittimo affidamento” dei ricorrenti “in ordine alla stabilità del permesso sulla cui base è stata costruita la casa” in cui vivono, “atteso che la ragione per la quale essa sarebbe ora da demolire può ricondursi a fatti addebitabili al Comune di Latina”.

Ordinanza di demolizione sospesa dunque.

Del caso se ne riparlerà l’anno prossimo: l’udienza in cui esaminare i ricorsi nel merito è stata fissata nel mese di aprile 2021.

E il Comune è stato anche condannato a pagare le spese di giudizio.

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