Bilancio 2020 a Formia, il consigliere Marciano: “Con il COVID-19 i numeri sono cambiati”

Il consigliere ed ex assessore del Comune di Formia: "Discussione surreale. Azzerare e ripensare entrate e spese è un obbligo, non una possibilità"

Bilancio 2020 a Formia, il consigliere Marciano: “Con il COVID-19 i numeri sono cambiati”

“Formia. L’orchestra suona mentre la nave affonda. La discussione in corso tra le forze politiche cittadine sul bilancio di previsione 2020 rischia di diventare un macabro esercizio di disperazione.

Esordisce così, in una nota diffusa in questi minuti, il consigliere comunale di minoranza ed ex assessore del Comune di Formia, Claudio Marciano.

“Il bilancio approvato dalla Giunta a Febbraio, che il Consiglio dovrebbe ratificare tra alcuni giorni, non ha più alcun valore. Semplicemente, il Covid-19 si è portato via il mondo in cui quel documento è stato pensato, almeno per quest’anno.

Il Comune, se non vuole andare sottosopra, deve prenderne atto e riprogettarlo completamente. La base imponibile su cui si sono calcolati IMU, TARI, TOSAP, addizionale IRPEF non è più attendibile, come non lo è la previsione di entrata sui parcheggi, sulle sanzioni stradali o sugli oneri di urbanizzazione.

La sala Ribaud del Comune di Formia

Questo vuol dire che tutte le spese finanziate con quegli importi sono a rischio: rifiuti, manutenzioni, servizi sociali, sicurezza, lo stesso personale comunale.

In questo contesto, costituire un fondo di emergenza finanziato con entrate fittizie non ha alcun senso. E’ una presa in giro, specie se si propone, come fatto finora, di riempire il fondo con le magre risorse destinate alla cultura o al turismo. Riempiamo di aria una scatola vuota. Il Comune non può erogare la cassa integrazione ai lavoratori, né dare liquidità alle imprese. Non è uno Stato, nè una banca. Perpetuare ambiguità su questo tema rischia di produrre aspettative infondate.

Il Comune ha invece il dovere di anticipare lo scenario peggiore riducendo la pressione fiscale dove possibile, redistribuendo il peso su chi può o non ha perso finora reddito (dove possibile), ristrutturando tutti i suoi servizi con una forte compressione della spesa, rimodulando l’offerta di servizi cercando di dare pari dignità a tutti i bisogni (compresi quelli culturali).

Che fare quindi? Azzerare il bilancio. Coinvolgere sindacati, imprese, istituti di credito, associazioni culturali e di volontariato, su come riorganizzare i servizi per quest’anno (e cioè come condividere i sacrifici). Correggere la manovra formulando uno scenario prudente. Non pensiamo ad un percorso che duri mesi, ma settimane. Si tratta di rinviare di un mese l’approvazione di un bilancio che nella versione attuale è un documento sbagliato e inadeguato ai dati del presente. Questo percorso non inficia minimamente la tempistica sulle emergenze sociali.

Formia, già oggi, ha la disponibilità di 450mila euro per spese alimentari e sanitarie da Governo e Regione. Inoltre, la legge consente di superare il limite dei dodicesimi di spesa per garantire la continuità dei servizi essenziali. Perché, quindi, non provare questa strada?”

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