Postino “dimentica” di consegnare corrispondenza. E viene beccato con un pregiudicato: denunciato

Postino “dimentica” di consegnare corrispondenza. E viene beccato con un pregiudicato: denunciato

La Polizia di Stato è stata chiamata ad intervenire nel comune di Cisterna di Latina in seguito alla segnalazione di un anomalo andirivieni di persone all’interno di un’abitazione, anche in evidente contrasto con le attuali precauzioni volte e contenere l’epidemia da Covid-19. Da lì, un blitz che ha portato alla luce una circostanza quantomeno particolare. Ancora tutta da inquadrare.

L’equipaggio della volante, dopo essere riuscito non senza fatica a farsi aprire la porta, ha avuto modo di conversare con un individuo dal fare sospetto, inizialmente non identificato e che, nel vano tentativo di opporsi all’attività di controllo in atto, è arrivato addirittura ad invitare i poliziotti a non disturbare. Insospettiti da tale comportamento, e avendo notato all’interno dell’abitazione un noto pregiudicato cisternese, i poliziotti hanno quindi deciso di operare una perquisizione domiciliare. Che ha portato a rinvenire, occultati in barattoli di zucchero e sale, numerosi documenti postali.

Il proprietario dell’appartamento ha quindi ammesso di essere un dipendente di Poste Italiane, senza però fornire validi motivi volti a chiarire il possesso della corrispondenza, che i suoi stessi superiori confermavano per le vie brevi essere del tutto illegittima. Tali atti, consistenti in decine di raccomandate, alcune anche aperte, ed avvisi di giacenza, sono stati sequestrati. La competente Autorità Giudiziaria, convalidando il sequestro effettuato d’iniziativa, ha poi formalizzato a carico del dipendente le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e sottrazione e violazione di corrispondenza.

Il pluripregiudicato cisternese trovato in compagnia del dipendente postale è stato a sua volta sanzionato poiché si era spostato dal suo domicilio senza alcun valido motivo. Sono in corso indagini, in collaborazione con Poste Italiane, tese a verificare se oltre all’illegittima sottrazione il comportamento del dipendente infedele fosse eventualmente finalizzato anche a favorire alcuni destinatari, sottraendoli dalla notifica di atti giudiziari, oppure a danneggiarli appropriandosi di documenti e dati sensibili di estrema utilità da poter utilizzare nei circuiti criminali, telematici e non.

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