Pugno a un poliziotto, condanna pesante per De Rosa

Pugno a un poliziotto, condanna pesante per De Rosa

Condanna pesante per Cesare De Rosa, 26 anni, di Latina, appartenente all’omonima famiglia di origine nomade, arrestato il 13 febbraio scorso dopo che aveva sferrato un pugno a un poliziotto della locale questura.

Il giudice Simona Sergio, al termine del processo per direttissima, in cui era accusato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, lo ha condannato a due anni e quattro mesi di reclusione.

Una decisione in cui hanno pesato due precedenti del giovane: una tentata estorsione nel 2012 e una rapina compiuta l’anno prima, quando era ancora minorenne.

Il 13 febbraio due giovani di origine nomade erano stati fermati dalla Polizia e condotti in questura, dove subito si erano recati i familiari.

Nei pressi dell’ingresso secondario della questura, De Rosa aveva quindi colpito il poliziotto, provocandogli una ferita al labbro, giudicata dai medici guaribile in 15 giorni, per cui sono stati necessari tre punti di sutura.

Il 26enne è stato messo in carcere e ora condannato.

Il difensore dell’imputato, l’avvocato Oreste Palmieri, ha però contestato le accuse, specificando che senza alcun motivo il poliziotto ferito si era avvicinato a De Rosa e lo aveva preso per il collo, facendolo quasi finire a terra.

Un gesto davanti al quale l’imputato aveva reagito sferrando un pugno all’agente.

Una tesi sostenuta sulla scorta delle immagini dell’intera sequenza dei fatti riprese dalle telecamere di sorveglianza della questura, acquisite dalla difesa.

Visitato in carcere, al 26enne era stata inoltre riscontrata una ferita proprio al collo.

E quel video della questura sembra destinato a finire al centro della discussione di un processo d’appello che appare scontato.

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