“Sardine, il mare ci aspetta: pianificare la Latina del futuro”

“Sardine, il mare ci aspetta: pianificare la Latina del futuro”

“Il sette dicembre abbiamo scoperto che anche a Latina esistono le sardine. Coloro che condannano la politica dell’odio, quella che grida e semina macerie, quella che solca le differenze, alimentandole e usandole per fare propaganda. Le sardine esistono per vivere in banco, per questo facciamo appello a tutte coloro e tutti coloro che hanno riempito Piazza del Popolo: uniamoci, pretendiamo rispetto per la delega consegnata a coloro che siedono nei palazzi, partecipiamo attivamente alla vita della nostra città, usciamo dall’isolamento delle piazze virtuali e impegnamoci a riportare le discussioni nei luoghi fisici. Trasformiamo, tutte e tutti insieme, il linguaggio critico in azione critica sul nostro territorio“. Lo scrive in una nota il coordinamento delle Sardine di Latina.

“Nasciamo anche per questo: per essere meno soli. Rendiamoci protagonisti del cambiamento che desideriamo: la strada è segnata e il percorso forse è quello più lungo e insidioso ma finalmente quello giusto. Le sardine sono nate come anticorpi e soprattutto senza valutare la politica con pregiudizio. Non siamo l’antipolitica.

Per questo, a un anno dal prossimo appuntamento elettorale, è arrivato il momento di costruire e di accorciare le distanze tra le cittadine e i cittadini e la politica.

Chiediamo alle forze progressiste del nostro territorio responsabilità: di mettere da parte le beghe di palazzo e di aprirsi all’ascolto delle sensibilità e delle pluralità che compongono il cosiddetto campo progressista. Ai numeri, preferiamo le persone: restituite alla politica il suo più nobile significato; chiediamo confronti aperti e di ricominciare ad avere rispetto dei propri militanti, di ripartire dal basso. Ovvero da tutte quelle persone che sul territorio pagano di più – e sono stanche – delle polverizzazioni e delle micro correnti; chiediamo di riscoprire metodi nuovi, di mettere al centro i temi e convergere su un progetto politico comune, passando dalle parole alle azioni concrete.

Il confronto deve aprirsi: toccherà a voi, da oggi, delineare un percorso nuovo, destinato a portare Latina al 2031. Non è più il tempo delle politiche emergenziali, delle soluzioni semplicistiche, serve un rigore nuovo: pianificare la Latina del futuro”.

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