“La cultura non è di parte”, la nota del comitato della Casa della Cultura

La precisazione del comitato in vista della scadenza elettorale di primavera

“La cultura non è di parte”, la nota del comitato della Casa della Cultura

Nessuna polemica e nessun nome, ma dal comitato promotore della Casa della Cultura di Fondi – di cui fanno parte oltre venti associazioni locali – si rivendica la volontà di voler rimanere fuori dalle beghe da campagna elettorale: “La cultura non è di parte“, infatti scrivono

“Come preannunciato fin dalla nascita della Casa della Cultura, il Comitato promotore – precisano nella nota – intende mantenere un clima di trasparenza verso i tanti che hanno deciso di sottoscrivere in questi mesi il manifesto in sostegno a questa nobile causa.

Pertanto, in linea con il manifesto e con il regolamento interno, tutti coloro che sono intenzionati o propensi a vivere attivamente la campagna elettorale per le comunali ormai alle porte sono chiamati a fare un passo indietro dal Comitato. Non si tratta di una sospensione dell’associazione che rappresentano ma un avvicendamento con un altro membro della stessa associazione che entrerà di diritto a far parte del Comitato.

A tal riguardo, con spirito di trasparenza ci teniamo a precisare che in questi giorni alcuni membri del Comitato hanno dato le dimissioni poiché hanno deciso di affrontare la sfida elettorale. A loro e a tutti quelli che dentro e fuori il mondo della cultura cittadina decidano in questo periodo di concorrere all’Amministrazione della Città va il nostro in bocca al lupo, nella speranza che a dispetto dell’area politica o civica che rappresentano, sappiano mettere al centro delle loro idee e del loro agire il bene comune e l’attenzione al mondo della cultura e delle arti in genere, troppo spesso relegate alla marginalità delle azioni politiche e amministrative.

Il Comitato promotore della Casa della Cultura si impegna a garantire – come abbiamo più volte ribadito anche in tempi lontani dalla scadenza elettorale – che nessuno strumentalizzi la cultura e l’idea della Casa della Cultura come qualcosa di parte, ma al contrario auspica che tale sogno cammini sulle gambe di un numero sempre maggiore di persone – concludono – perché i grandi cambiamenti sono quelli che crescono nella condivisione delle idee.”

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