45.000 euro in cambio di un falso posto di lavoro: una persona ai domiciliari e otto avvisi di garanzia

45.000 euro in cambio di un falso posto di lavoro: una persona ai domiciliari e otto avvisi di garanzia

Nelle prime ore della mattinata di oggi, giovedì 13 febbraio, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Formia, hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Cassino che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di un 50enne di Cellole (CE).

Nello stesso procedimento penale altre otto persone sono state raggiunte da avviso di garanzia.

I reati contestati vanno dal traffico di influenze illecite alla violenza privata, alla truffa e all’estorsione.

Le indagini, avviate sulla fine dell’anno 2018, consentivano di individuare l’operatività di un gruppo di soggetti gravitanti nei territori di Formia e Minturno, con a capo l’uomo finito ai domiciliari, che – vantando asserite conoscenze con pubblici ufficiali – prometteva posti di lavoro presso vari enti pubblici alle vittime e/o ai loro familiari dietro corresponsione, in contanti, di corpose somme di denaro. Il tariffario prevedeva il pagamento di 45.000 euro in cambio dell’assunzione, mai poi verificatasi, presso le Poste Italiane, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza.

Per accrescere la propria attendibilità l’uomo si faceva accompagnare da un autista a bordo di un’auto scura su cui era installato un lampeggiante blu, servendosi inoltre di una pluralità di complici che fungevano da suoi garanti ovvero procacciatori. In taluni casi le vittime avevano ricevuto false missive – artefatte in maniera tale da renderle credibili – con cui venivano edotte dell’imminente futura assunzione, dando così modo al gruppo di richiedere ulteriori somme di denaro per completare quello che veniva rappresentato essere l’iter dell’assunzione.

Nove le vicende ricostruite dagli uomini dell’arma, tra cui una in cui la vittima è diventata a sua volta procacciatrice di nuovi soggetti da raggirare.

Le indagini sono state svolte sotto la direzione del Procuratore di Cassino dott. Luciano D’Emmanuele e del sostituto Dott.ssa Valentina Maisto che – condividendo la ricostruzione operata dai militari – avanzavano richiesta di misura cautelare al gip dott. Salvatore Scalera che emetteva il titolo custodiale.

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