Lenola, tiene banco la questione antenna e il Comune attacca il comitato

Nella nota dell'Ente l'espressione polemica: "Come mai il Comitato nasce solo ora?"

Lenola, tiene banco la questione antenna e il Comune attacca il comitato

Botta e risposta dopo il sequestro dei giorni scorsi: a seguire in ordine temporale, prima la nota del Comitato, poi quella dell’Amministrazione che vi proponiamo di seguito.

“L’amministrazione comunale di Lenola – si legge nella nota odierna – dopo aver letto le dichiarazioni del portavoce del Comitato dei Cittadini riprese oggi da alcuni organi di stampa, tiene a sottolineare che la delibera da esso citata, la n. 51/2019, relativa all’antenna in zona Carduso e approvata dall’attuale Giunta, è stata prodotta unicamente per un motivo: precisare la corretta posizione dell’antenna all’interno della particella, visto che la prima delibera – da cui tutto è partito, datata 2014 – aveva riportato un’erronea posizione della stessa. Il tutto, dunque, è stato fatto con la finalità di evitare all’Ente Comunale la potenziale esposizione a contenziosi.

Piuttosto, – riprendono – la domanda che l’attuale maggioranza politica pone ai responsabili del Comitato e la riflessione che, per estensione, suggerisce a tutti i cittadini lenolesi è: come mai questo fantomatico Comitato è nato solo ora, nonostante la prima delibera – quella che, atti alla mano, ha dato avvio a tutto il procedimento d’installazione dell’antenna – è datata 2014 e la stipula del contratto con le ditte fa data 2017? Come mai, nonostante l’aver appreso in un recente Consiglio comunale addirittura di un sopralluogo, avvenuto nel 2017, al quale presero parte amministratori di allora e cittadini interessati, solo ora che a governare c’è la nostra maggioranza politica questi ultimi hanno pensato bene di costituirsi in Comitato? Non sarebbe forse stato più saggio ed efficace – concludono – consorziarsi e protestare con l’amministrazione da cui tutto ha preso avvio? Non possiamo non riportare alla mente il detto famoso: a pensar male si fa peccato, ma forse ci s’indovina”.

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