Tipografia in ginocchio per una truffa bancaria, “ma tutto tace”. La storia

Un carnet finito chissà come nelle mani sbagliate, una serie di assegni insoluti, una denuncia finora rimasta in sospeso. Ed intanto un’avviata attività messa in ginocchio, tra debiti e personale dal futuro messo paurosamente a rischio. E’ la storia recente della tipografia ‘Angeletti’ di Sezze. 

“Nell’ottobre 2017 tramite una telefonata di un funzionario di una banca veniamo a conoscenza che alcuni assegni sono andati protestati”, spiega uno dei soci. “L’amministratore della società si recava presso la filiale dove il direttore della stessa dichiarava che dei blocchetti di assegni sono stati consegnati a nome della tipografia. Premettiamo che non abbiamo mai fatto richiesta di blocchetti di assegni e che ci fossero dei titoli di credito in circolazione. Tali titoli non sono stati né compilati, né sottoscritti, né consegnati dall’amministratore della Enzo Angeletti snc. Quindi questi assegni sono stati consegnati a terze persone prive di delega e con firma falsa e apocrifa. I nostri fornitori venivano pagati a mezzo RID, RIBA, bonifici e contanti. I destinatari di questi assegni non hanno mai avuto nessun rapporto lavorativo con la società Angeletti e sono persone totalmente sconosciute. Nei giorni successivi . continua il socio della tipografia – sono arrivate anche delle cambiali del tutto fraudolente, anche queste con firma falsa e apocrifa. Ribadiamo che gli assegni e pagherò cambiari non stati emessi e sottoscritti dall’amministratore della società Angeletti e pertanto portano una firma falsa e apocrifa. E’ evidente che siamo vittime di una truffa commessa da alcuni soggetti”. E non solo: “E’ evidente inoltre che l’istituto bancario è responsabile, in quanto ha rilasciato dei blocchetti di assegni con firma falsa e apocrifa e non corrisponde allo specimen depositato presso la filiale”, attaccano dalla tipografia. “Il vice direttore della banca ammetteva (sempre nell’ottobre 2017, ndr) che si era accorto che la firma apposta sugli assegni non corrispondeva a quella dell’amministratore”.


Una sequela di accadimenti, un unico risultato: “Tutto questo ha comportato gravi danni di immagini ed economici alla tipografia Angeletti, con perdita di commesse di lavoro, difficoltà di reperire merci e con la conseguenza di licenziamento di cinque addetti alle vendite e produzione. A distanza di tre anni dopo varie denunce ed esposti alle autorità di controllo tutto tace. Mentre l’attività si trova in grave difficoltà con debiti di migliaia di euro e cinque persone sono tuttora disoccupate”.