Comunali 2020, si vota a Fondi e Terracina: attesa per la data

Comunali 2020, si vota a Fondi e Terracina: attesa per la data

Sono 1.085 i Comuni italiani che andranno al voto in questo 2020. Ben 17 i capoluoghi di provincia, di cui 3 di regione. 27 le amministrazioni locali che verranno rinnovate nel Lazio, tra queste due in provincia di Latina Comuni strategici per gli assetti politici quali Fondi e Terracina, salvo non se ne aggiungano altri i cui consigli comunali saranno sciolti entro il 24 febbraio prossimo.

La data della chiamata alle urne ancora non si conosce, ma si sa che sarà compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno, come previsto per legge. Il Viminale dovrebbe sciogliere a breve la riserva, mentre da pochi giorni è stata ufficializzata l’altra data della chiamata alle urne per il 2020, ovvero il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari.

Salvatore De Meo

Ma l’attesa massima è per il rinnovo delle Amministrazioni locali, di due Comuni politicamente strategici per l’asse di centrodestra che da oltre due decenni è quasi forza egemone del territorio provinciale. A Fondi, infatti, finisce l’era del sindaco di Forza Italia Salvatore De Meo, in attesa proprio in questi giorni della chiamata in Europa a seguito della Brexit, mentre a Terracina si va al voto con leggero anticipo dopo l’elezione, sempre al Parlamento Europeo dell’esponente di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini.

Nicola Procaccini

L’obiettivo dei vertici provinciali dei maggiori partiti, almeno secondo quanto battuto più volte da agenzie di stampa e media locali è quello dell’unità del centrodestra. Un’unità che prevede, secondo voci e indiscrezioni, un maxi accordo compreso di tre patti: ovvero che la coalizione Lega-Fratelli d’Italia-Forza Italia sia presente a Fondi come a Terracina e in futuro anche a Latina. Garantendo l’espressione – e nell’intento dei leader politici l’elezione a sindaco – di un leghista (nel capoluogo), un forzista (a Fondi) e un esponente di FdI (a Terracina).

A quanto pare, seppur sembrano esserci ancora margini di manovra, alle parole non starebbero seguendo i fatti, e il rischio è che la voglia di “contarsi” o di far prevalere i numeri territoriali possa minare la tenuta dell’accordo sovracomunale. Accordo che – con ogni probabilità – se dovesse crollare in uno solo dei Comuni al voto, potrebbe venir meno in tutto il territorio provinciale.

Ma ormai manca poco, perché mentre sui territori si lavora per individuare canditati o alleanze, una volta che verrà resa nota la data del voto, partirà ufficialmente la campagna elettorale.

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