Questione daini nel Parco del Circeo, un’altra proposta: la ridistribuzione

Questione daini nel Parco del Circeo, un’altra proposta: la ridistribuzione

Abbiamo avuto modo di constatare che la questione dei daini nel Parco Nazionale del Circeo è divenuta, in alcuni casi, oggetto di strumentalizzazione per chi ha interesse solo a cogliere ogni pretesto per attaccare l’istituzione Parco. I daini sono stati introdotti nel Circeo nel 1953, nell’ambito di un programma di allevamento della selvaggina da ripopolamento, un programma che veniva svolto dall’ex Azienda di Stato delle Foreste Demaniali. In seguito, i daini scappati dalle aree recintate hanno dato origine all’attuale popolazione stimata (al 2015), in circa 1268 esemplari che vive nei boschi del Parco del Circeo.

Il daino (Dama dama) è specie alloctona (cioè una specie introdotta accidentalmente o intenzionalmente dall’uomo in ecosistemi diversi da quello di origine) e il “Piano gestionale di controllo del daino nella foresta demaniale” del Circeo spiega, con dati scientifici, i rischi connessi a questa specie per un’area come la foresta demaniale del Parco del Circeo che ospita una densità complessiva di daino più che doppia rispetto alla capacità portante massima prevista. Per chi volesse approfondire e leggere il piano gestionale di controllo il link è il seguente: http://www.parcocirceo.it/…/PNCIRdocumento37506-allegato1.p… .

Sul “Piano gestionale di controllo del daino nella foresta demaniale” del Circeo, sono intervenuti nei giorni scorsi Legambiente Lazio e il circolo Legambiente Larus Sabaudia con un comunicato stampa (si può leggere qui https://www.laruslegambiente.it/?p=1306 ). Legambiente invita ad applicare forme non cruente di prelievo e a individuare aree o contesti territoriali, previo accordo tra gli enti stessi, nei parchi regionali più prossimi o in altre riserve faunistiche comunque del territorio nazionale, atte all’accoglimento e disponibili ad ‘adottare’ gli animali prelevati magari dopo opportuna sterilizzazione, anziché procedere ad un eventuale abbattimento.

“Per questo abbiamo chiesto ufficialmente al Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi – dichiara Paola Marcoccia, presidente del Circolo Intercomunale Legambiente “Luigi Di Biasio” APS – di valutare la possibilità di destinare un’area all’accoglimento di alcuni esemplari di daini, tenendo conto ovviamente di tutte le indicazioni di tipo tecnico scientifico e in accordo con gli altri enti, tra cui il Parco del Circeo. Analoga proposta è stata inviata anche dal Circolo Intercomunale Legambiente Verde Azzurro Sud Pontino APS  al Parco Naturale Regionale dei Monti Aurunci e al Parco Naturale Regionale Riviera di Ulisse.

Purtroppo l’aver introdotto specie non autoctone per il contesto ha portato, negli anni passati, a un’espansione incontrollata per l’assenza anche di predatori naturali e ha comportato conseguenze che rischiano di diventare irreparabili sulla componente vegetale della foresta, con effetti a cascata su tutto l’ecosistema. La necessità di gestire le popolazioni di daino, da questo punto di vista, non è molto differente da quella riguardante le popolazioni soprannumerarie di cinghiale. La maggior parte dei cinghiali che circolano sono infatti d’importazione. Si tratta di una specie estremamente prolifica rispetto a quella autoctona italiana e di dimensioni maggiori. Proprio per questo è stata introdotta in passato in Italia, dall’Est Europa, per ragioni venatorie per accrescere il valore dei “trofei” dei cacciatori.”

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