Ordine degli avvocati, la battaglia prosegue davanti al Tar

Ordine degli avvocati, la battaglia prosegue davanti al Tar

Non si placa la battaglia attorno all’Ordine degli avvocati di Latina. Dopo essere riusciti a far valere le proprie ragioni davanti al Consiglio nazionale forense, con una sentenza in cui è stato stabilito che cinque ormai ex consiglieri non dovevano neppure essere candidati, avendo superato il limite dei due mandati consecutivi, tre legali hanno presentato un ricorso al Tar contro lo scioglimento del consiglio dell’Ordine e il relativo commissariamento, disposto dopo le dimissioni in massa della maggioranza dei consiglieri lo scorso anno, presentate sostenendo che fossero legate ai troppi contrasti con la presidente del Tribunale di Latina sull’affidamento degli incarichi nell’ambito della volontaria giurisdizione.

I ricorrenti sostengono che, pendendo un contenzioso, non si poteva procedere con il commissariamento e sarebbe stato necessario invece rimpiazzare i cinque consiglieri ineleggibili con i primi dei non eletti.

Un ricorso presentato dagli avvocati Umberto Giffenni, Aurelio Cannatelli e Denise Degni, rappresentati dall’avvocato Giovanni D’Erme, contro il Ministro della giustizia e notificato anche al commissario straordinario Giacomo Mignano, al Cnf e agli avvocati Lauretti, De Angelis, Ciccarese, Farau e Panico, di cui lo stesso Consiglio nazionale forense ha dichiarato la decadenza.

Ai giudici è stato chiesto di revocare il provvedimento di scioglimento del consiglio dell’Ordine di Latina, la nomina del commissario straordinario e conseguentemente di sostituire i componenti del consiglio non oggetto di reclamo al Cnf con i primi dei non eletti.

I ricorrenti hanno definito un escamotage le dimissioni in blocco. Per loro gli iscritti sarebbero stati realmente tutelati continuando a far lavorare il consiglio dell’Ordine.

Deciderà il Tar di Latina.

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