Latina, dal capoluogo le 87 candeline della città: il discorso del sindaco

Un compleanno di quelli che pesano per il capoluogo di provincia di Latina. 87 anni non sono di certo pochi. In città la cerimonia alla presenza delle autorità e del primo cittadino Damiano Coletta.

Il discorso del sindaco.


“Latina. Una città nata da uomini e donne provenienti da regioni diverse che sono riusciti a convivere rispettando le reciproche diversità, rimanendo legati alle proprie radici di origine che hanno poi gettato un seme su questa terra. Comunità friulane, venete, emiliane da cui poi sono nate le nuove generazioni pontine. Quindi l’accettazione delle diversità è stato un elemento di coesione necessario per la crescita e lo sviluppo della città di Latina.

Elemento che ha trovato una sua espressione negli anni del campo profughi Rossi-Longhi , che ha ospitato nel tempo oltre 800 mila profughi ed in cui c’è stata una ulteriore commistione tra popoli diversi. Una città nata anche grazie allo spirito partecipativo subordinato ad un senso di speranza per le generazioni future, dettato dalla possibilità di essere ognuno parte attiva, sviluppando un “senso di appartenenza” che nei primi anni di sviluppo poteva non essere così fisiologico.

Latina poi ha vissuto gli anni ’50 e ’60, quelli del boom economico, della speranza ,dei sogni, fino agli anni ’80. Anni di conquiste importanti nel nostro Paese, soprattutto nell’ambito della conquista di importanti diritti civili. Anni di costruzione della società civile dopo gli orrori della guerra. Poi abbiamo vissuto gli anni 90, quelli in cui è germinata la crisi economica, “mani pulite”, le stragi di mafia, la sfiducia nella politica. Anni in cui progressivamente abbiamo iniziato a perdere la centralità della persona in rapporto al bene comune, così come era stato sancito dalla Costituzione. Anni in cui abbiamo iniziato ad investire male sull’istruzione. Anni in cui ci sono stati proposti modelli televisivi basati sulla superficialità e sull’effimero che inevitabilmente  hanno prodotto una disconnessione all’interno delle comunità, con la prevalenza dell’io sul noi. Anni in cui la speranza ha perso centralità politica sopraffatta dalla volontà di vivere solo il presente, senza saper guardare al domani.

Il 10 dicembre ero in corteo a Milano con altri sindaci a sostegno della Sen. Liliana Segre vittima all’età di 89 anni di insulti antisemiti sui social. A Liliana Segre e a Sami Modiano la città di Latina ha recentemente inteso conferire la cittadinanza onoraria con voto unanime da parte del consiglio comunale.

Il 13 dicembre è stato presentato il progetto Upper, grazie al quale siamo stati selezionati tra le 6 città italiani e le 20 città europee che potranno beneficiare di un importante finanziamento.

E’ un progetto che consiste nella trasformazione di spazi urbani in parchi produttivi utilizzando strumenti partecipativi e di inclusione sociale. Vorremmo che l’impianto sportivo di Campo Boario diventasse luogo simbolo della rinascita della nostra città. Un luogo che prima era sede  ed espressione di degrado morale , dovrà diventare simbolo di legalità ed inclusione. Perché Latina dal 2015 ha trovato il suo riscatto, la sua dignità anche grazie al lavoro delle forze dell’ordine, della Prefettura, e della procura.

Il 14 dicembre è stato inaugurato un monumento all’inclusione dedicato a Eunice Kennedy, fondatrice degli Special Olympics. Erano presenti il Presidente del Parlamento Europeo on. David Sassoli e Samuel Kennedy Shriver. In Europa è il primo monumento all’inclusione.

Il 15 dicembre sono stati piantumati i primi 100 dei 550 alberi donati dalla comunità sikh, alla comunità di Latina unica città scelta in tutta Italia.

Il 7 dicembre è stata firmata la convenzione del sistema integrato delle città di fondazione in cui vengono messe in connessione e a sistema le attività culturali delle 6 città di fondazione.

Questo è un orizzonte temporale recente e ristretto che mette insieme una serie di iniziative dall’alto valore simbolico che ci rappresentano che siamo una città in CAMMINO.

Quando ci si mette in cammino si deve decidere la strada da percorrere e l’obiettivo da raggiungere. Cito Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi“. Credo che il percorso debba necessariamente definire le coordinate nell’ambito delle quali muoverci e,come già detto, gli obiettivi. Anche perché Latina nel 2032 festeggerà il suo centenario.

Gli obiettivi mi sento di darli: Latina sostenibileLatina città universitariaLatina tecnologica, Latina green, sensibile al tema dell’emergenza climatica, Latina città dei diritti e delle pari opportunità. Latina che deve ridare impulso all’economia in virtù della volontà degli imprenditori locali, ormai di terza generazione, di investire nella propria città. Dobbiamo dare loro strumenti, fiducia e soprattutto opportunità. Il fine ultimo è che Latina si identifichi e si senta orgogliosa di essere comunità. Sentirsi comunità attraverso questi valori e queste coordinate: la centralità della persona, il rispetto e la gentilezza nei modi e nei contenuti, l’inclusione, l’integrazione, la solidarietà, il rispetto delle regole, le pari opportunità e il “prendersi cura”.

Diceva il sindaco Giorgio La Pira che un sindaco deve occuparsi delle strade,delle luci e della pace. E la pace si costruisce intorno a questi valori, iniziando dalle città.  Se non miglioriamo la conoscenza di noi stessi in relazione agli altri non riusciamo ad amare, a sentire lo spirito di appartenenza. La conoscenza passa attraverso un lavoro di ricerca,di acquisizione di una coscienza etica e civica e di elaborazione di una immagine identitaria.

È qui la chiave: la conoscenza e la coscienza civica intorno al concetto di bene comune. Poi possiamo pure dire ai nostri concittadini che andremo sulla luna, ma non costruiamo basi solide e fondamenta, non riusciremo mai ad ipotizzare un futuro. Tra i valori che ho citato c’è quello di “prenderci cura”. Prendersi cura dell’altro, prendersi cura della città come strumento di conoscenza e di appartenenza. Prendersi cura di uno spazio urbano,di uno spazio pubblico ricordandoci che ciò che è pubblico di fatto non appartiene allo Stato ma alla collettività.

Ricordandoci anche del principio di sussidiarietà orizzontale che è quello che si instaura tra le istituzioni pubbliche ad ogni livello e l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di interessi generali “. Questo concetto è stato introdotto nel 2001 nella nostra Costituzione.

Ad accrescere il senso della comunità c’è anche l’importanza simbolica della toponomastica: Parco Falcone e Borsellino, Piazza Ilaria Alpi, Largo Eunice Kennedy, il monumento a Pertini, tra poco Largo Altiero Spinelli, il Centro diurno Salvatore Minenna, la rotonda Alessandro Mammucari e la rotonda Rossella Angelico, la stele per Norma Cossetto, i Murales  per ricordare Falcone e Borsellino e quelli contro la violenza sulle donne.

La città, la bellezza da condividere, prendersi cura, restituire alla città ciò che si è avuto, mettersi al servizio l’uno dell’altro.

Italo Calvino diceva: “Di una città non apprezzi le 7 o le 77 meraviglie ma la risposta che dà ad una tua domanda“.

E la mia domanda è cosa vogliamo per il nostro domani.

Questi sono stati i presupposti dei nostri padri.

Questo è il cammino che stiamo facendo.

Questo è il cammino da fare. E farlo insieme, con lo stesso orgoglio pur nella diversità di opinione, è ancora più bello.

Buon compleanno Latina!