Villa Fazzone è salva, la Cassazione annulla la confisca

Villa Fazzone è salva. La Corte di Cassazione ha annullato la confisca dell’immobile in località Cucuruzzo, a Fondi, di proprietà della moglie e della cognata del senatore di Forza Italia.

Ma ora la patata bollente passa nelle mani del Comune di Fondi, dove l’amministrazione azzurra di Salvatore De Meo si trova nell’imbarazzante situazione di dover prendere provvedimenti sulla tanto discussa villa del leader azzurro Claudio Fazzone.


Il Tribunale di Latina aveva prosciolto, per intervenuta prescrizione, Stefania Peppe e Giulia Iodice, moglie e cognata del parlamentare pontino, proprietarie della villa, il geometra Filippo D’Angelis, direttore dei lavori, e il dirigente comunale Martino Di Marco, accusati di aver trasformato un immobile rurale in una lottizzazione abusiva e di abuso d’ufficio per le sanatorie degli abusi realizzati nella villa, già oggetto di condanna definitiva.

Un processo frutto di nuove indagini compiute dal Nipaf di Latina, che avevano portato il sostituto procuratore Giuseppe Miliano ad aprire un’inchiesta bis.

Sempre il Tribunale aveva però disposto la confisca della villa.

Una sentenza confermata nel 2017 dalla Corte d’Appello di Roma.

Dopo dieci anni di battaglie attorno all’immobile del senatore, ora però, pronunciandosi sui ricorsi di Di Marco, Peppe e Iodice, la Corte di Cassazione, per quanto riguarda le ultime due ricorrenti, ha accolto il ricorso annullando la confisca.

Gli ermellini hanno precisato che è possibile confiscare un immobile anche quando le accuse che portano alla confisca sono prescritte, ma solo se vi è stata una sentenza di condanna almeno di primo grado.

“L’estinzione del reato di lottizzazione abusiva per prescrizione – viene sottolineato nella sentenza – maturata in data antecedente all’esercizio dell’azione penale, preclude al giudice l’accertamento, ai fini di confisca, degli elementi oggetti e soggettivi del reato”.

Di più: “Laddove il reato sia prescritto non può esercitarsi l’azione penale ed è compito dell’autorità amministrativa adottare i provvedimenti sanzionatori previsti dall’articolo 30, commi 7 e 8, TUE”.

E quando è stato contestato agli imputati il reato di lottizzazione abusiva, per i giudici, lo stesso era già prescritto.

Sarà dunque ora il Comune di Fondi, a cui è stata trasmessa copia della sentenza, a dover esercitare il “potere-dovere dell’attività amministrativa, adottando provvedimenti sanzionatori”.

Una situazione da cui occorrerà vedere come riuscirà ad uscire la giunta De Meo.

Di Marco, intanto, anche lui uscito fuori dal processo per prescrizione, essendosi visto dichiarare il ricorso inammissibile, dovrà pagare le spese processuali e versare duemila euro alla Cassa delle Ammende.