Certificati falsi per le armi, i cacciatori della provincia di Latina: “Non siamo esercito di abusivi”

Certificati falsi per le armi, i cacciatori della provincia di Latina: “Non siamo esercito di abusivi”

Nell’ambito dell’operazione ‘Certificato pazzo’, che nei giorni scorsi ha portato a una raffica di arresti e denunce, sono state sequestrate anche più di cento armi, in special modo da caccia: tra i certificati medici falsi emersi nel corso dell’inchiesta, infatti, ce n’era anche una moltitudine finalizzata all’attività venatoria. Una circostanza che ha portato le associazioni che raccolgono i cacciatori della provincia di Latina ad intervenire con una nota: gli interessati non intendono passare per un “esercito di abusivi”.

“Nei giorni scorsi abbiamo letto notizie sui giornali titolate ‘Un esercito che impugna armi senza valutazione”, scrivono le associazioni venatorie, che “non ci stanno ad essere equiparate a chi in modo fraudolento ha ottenuto per alcune persone le certificazioni”. Federcaccia, Liberacaccia, Enelcaccia, Italcaccia e Anuu Migratoristi “plaudono alle forze dell’ordine per le indagini che stanno rivelando ed accertando un giro fraudolento ed illegale, ma al contempo si sentono in dovere di tutelare tutti quei cacciatori che ogni 5 anni al fine di poter mantenere il porto di fucile per uso di caccia vengono sottoposti a severi controlli sanitari.

Non dimentichiamo che il mondo venatorio conta in provincia di Latina oltre 6.500 iscritti, persone con una fedina penale immacolata, persone che non hanno mai avuto nessun problema con la giustizia e che in questo momento si sentono accomunati a quelle decine di persone che hanno utilizzato scorciatoie illegali sia dal punto di vista penale che etico”.

“Attaccare in tal modo un intera categoria, troviamo non sia corretto, bisognerebbe sempre fare i dovuti distinguo – sottolineano Gabriele Tullio e Pieralli Luciano presidenti provinciali rispettivamente dell’ANLC e della FIDC assieme ai presidenti di Enelcaccia, Italcaccia e Anuu Migratoristi – non dimentichiamo il lavoro che ogni giorno viene fatto dal mondo venatorio, con i prelievi selettivi di specie di fauna selvatica che arrecano ingenti danni al mondo agricolo, e che con l’azione di contrasto messa in campo con il contenimento di talune specie, vanno a diminuire gli innumerevoli incidenti stradali provocati dalla specie cinghiale che in questi ultimi anni sta diventando un fenomeno praticamente non più gestibile. Queste azioni portano anche alla riduzione dei contributi per i danni che ogni anno vengono erogati dalla Regione Lazio con fondi pubblici, che possono essere impiegati per altri interventi a sostegno del territorio e dell’intera comunità. Confidiamo nell’operato della magistratura e di tutte le forze dell’ordine, che con tanta attenzione da sempre contrastano sul nostro territorio fenomeni di illegalità e di malaffare”.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social