Il libro su Clementina Caligaris finalista al Premio Fiuggi

Il libro su Clementina Caligaris finalista al Premio Fiuggi

Il libro di Dario Petti “Clementina Caligaris. Storia di una consultrice” edito da Atlantide editore, è tra i finalisti del Premio nazionale Fiuggi Storia 2019 sezione “Biografie”. La cerimonia che decreterà i vincitori si terrà presso la Biblioteca della Camera dei Deputati – Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto a Roma, venerdì 13 dicembre a partire dalla ore 16. Nella medesima sezione concorrono altri cinque studiosi, storici di fama nazionale e internazionale, Luciano Canfora, con il libro “Concetto Marchesi e il Comunismo italiano” (Laterza editore); Gianluca Fiocco “Togliatti, il realismo della politica” (Carocci editore); Eugenio Di Rienzo con “Ciano” (Salerno Editrice); Marina Valensise con “La temeraria” (Marsilio).
Nelle altre sezioni del premio: Saggistica, Epistolari, Romanzo storico, concorrono nomi del calibro di Lucio Villari, Adriano Sofri, Giordano Bruno Guerri, Daniele Biacchessi, Elena Aga Rossi, per citare i più noti. Oltre 100 le opere inviate circa 30 quelle giunte in finale nelle varie sezioni, indicate da case editrici, comitato di lettori e vincitori delle passate edizioni. Per lo studioso ed editore pontino, classe 1973, si tratta di un traguardo di grande prestigio.

Il Premio giunto alla decima edizione, promosso dalla Fondazione Giuseppe Levi Pelloni gode del patrocinio del Senato della Repubblica e della Regione Lazio. Dario Petti ha avuto il merito di riportare alla luce e restituire alla memoria collettiva una vicenda misconosciuta, quella della maestra Clementina Caligaris, una delle prime tredici donne italiane ad entrare a far parte di una istituzione politica, la Consulta nazionale per la Costituente. La Caligaris giunta da Vercelli a Sezze nei primi del ‘900 come insegnante elementare, divenne sindacalista della scuola, organizzatrice del movimento contadino e socialista in tutto l’Agro pontino, fino all’avvento del fascismo che la cacciò dal paese lepino. Nel 1945 però, caduto il regime, il Psi di Pietro Nenni, che era a conoscenza del suo impegno nel territorio del Lazio meridionale, la nominò componente della Consulta nazionale per la Costituente, un parlamento transitorio dove per la prima volta sederono sui banchi di Montecitorio anche delle donne, un organismo rimasto in carica dal settembre del 1945 al giugno del 1946. Insieme a lei nella prima piccola pattuglia parlamentare femminile figuravano anche la comunista Teresa Noce e la democristiana Angela Guidi.

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