Midal, il tesoretto messo nel trust torna definitivamente ai creditori

Midal, il tesoretto messo nel trust torna definitivamente ai creditori

Giù le mani dal tesoretto. Cancellato in via definitiva il trust in cui la fondana Rosanna Izzi, ex amministratrice della Midal, fino al 2011 un colosso della distribuzione alimentare, aveva fatto confluire parte dei suoi immobili.

Per la curatela fallimentare l’operazione era stata compiuta per togliere risorse all’esercito dei creditori, quando la crisi era già in atto ed era stato anche chiesto il concordato preventivo.

Il trust era stato così dichiarato inefficace dal Tribunale di Latina e il provvedimento è stato confermato lo scorso anno dalla Corte d’Appello di Roma e ora reso definitivo dalla Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso della Izzi e della figlia Silvia Pontillo, condannando le due anche a pagare 7.200 euro di spese processuali.

Una vicenda che si inserisce nell’ormai annosa battaglia giudiziaria attorno alla Midal, mentre il processo principale per quella che sarebbe stata una colossale bancarotta è ancora in corso.

Addio dunque al trust denominato Aurora, costituito con l’atto pubblico notarile del 30 dicembre 2011 e in cui la Izzi aveva conferito una serie di beni immobili di sua proprietà, “asseritamente allo scopo di provvedere al benessere economico dei figli nascituri della sua figlia Silvia Pontillo”. Quei beni sono a disposizione dei creditori.

La tesi della curatela fallimentare, secondo cui “l’atto di costituzione del trust, allo stesso modo di quanto accade per il fondo patrimoniale, aveva l’obiettivo di distogliere una serie di beni che costituivano la garanzia patrimoniale dei creditori”, ha retto.

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