“Sprechi e emergenza climatica? Si parta dall’europarlamento”, parola di Procaccini

“Sprechi e emergenza climatica? Si parta dall’europarlamento”, parola di Procaccini

Una proposta apparentemente shock, quella dell’europarlmentare pontino Nicola Procaccini che lancia l’idea di eliminare la doppia sede dell’europarlamento. Un segnale? Non solo. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Terracina, si tratterebbe anche di una lotta agli sprechi e una risposta all’emergenza climatica.

L’eurodeputato Nicola Procaccini

Eliminare la doppia sede dell’europarlamento come atto concreto per ridurre gli sprechi del Parlamento Europeo e le emissioni di CO2. Oltre ai benefici economici per la casse dell’Unione, quello che ci interessa è anche il danno ambientale in termini di emissioni che comporta avere due sedi, Bruxelles e Strasburgo. Per questo come ECR – Gruppo dei Conservatori e Riformisti – abbiamo chiesto che sia commissionato un apposito studio per approfondire le deleterie conseguenze che comporta avere sedi parlamentari della UE”.

È quanto afferma l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, Nicola Procaccini, che aggiunge: “Pochi giorni fa abbiamo lasciato la sede di Strasburgo dove torneremo tra 3 settimane. Visto che ogni giorno sentiamo gli appelli europei alla riduzione della spesa pubblica, ma soprattutto alla riduzione dei fattori inquinanti, mi chiedo come si possa ancora giustificare questo complesso meccanismo della doppia sede, che diventa tripla se si pensa che gli uffici del Segretariato Generale sono addirittura in Lussemburgo! Si pensi soltanto agli spostamenti di personale, mezzi e documenti che ogni anno corrono lungo l’asse Francia-Belgio-Lussemburgo per obbedire a logiche spartitorie, finti equilibri tra Stati che non hanno alcuna ragione di essere. Senza pensare allo spreco di energia che serve per alimentare questo carrozzone. La nostra presa di posizione vuole essere un fattivo contributo agli sforzi che il Parlamento europeo intende fare nella adozione di politiche che possano consentire, ai singoli Stati, di adottare misure per la riduzione delle emissioni nocive. Ecco, se davvero il Parlamento europeo volesse fare qualcosa di veramente utile e concreto, invece di parlare sempre e solo di percentuali e di intenti di carattere generale, dovrebbe cominciare con il ridurre esso stesso le emissioni (oltre alle spese, naturalmente) eliminando la doppia sede e questo mostro burocratico a due teste, concentrando tutte le attività su un’unica città.”, conclude Procaccini.

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