Punto di primo intervento, la mossa della Regione dopo il ricorso

Punto di primo intervento, la mossa della Regione dopo il ricorso

Le corse al merito rispetto ai risultati ottenuti per sventare la chiusura del Punto di Primo Intervento sono state molte, soprattutto da parte della politica. In realtà, almeno per quanto riguarda Sabaudia a mobilitarsi e a fare opposizione sono stati i cittadini, non moltissimi a dire il vero come il giorno della manifestazione sotto la Regione ma comunque presenti in altre iniziative come la raccolta firme per sventare la chiusura del primo intervento. C’è chi poi ci ha messo la faccia firmando anche ricorsi come il portavoce del Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia, Franco Brugnola che seguendo costantemente la vicenda, lontano da spot ad effetto per consensi facili, fa il punto sull’attuale situazione ed in odo particolare proprio sul ricorso che non è cosa da poco, anzi.

Il Commissario ad acta per il piano di rientro della regione Lazio – fa sapere Brugnola – in data 14 novembre 2019 ha adottato il decreto U00469 recante come oggetto: “Adozione in via definitiva del piano di rientro “Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio Sanitario Regionale 2019-2021″ ai sensi e per gli effetti dell’art. 2, comma 88 della L. 191/2009, secondo periodo”.
Con questo nuovo decreto, che modifica il DCA n. U00303/2019 oggetto del ricorso al TAR di Roma dei Comuni di Cisterna e di Cori nonché del Comitato civico di Cori e di alcuni cittadini, tra i quali l’autore di questo blog si prevede al punto 7.1.3 quanto segue:
“La Regione Lazio ha programmato la trasformazione dei PPI in Punti di erogazione di assistenza primaria; in proposito le Aziende Sanitarie interessate (Asl Roma 4, Asl Roma 5, Viterbo, Rieti e Latina) hanno già adottato gli atti di propria competenza che prevedono il servizio, diversamente qualificato, ma in continuità con le funzioni precedentemente svolte, a far data dal 1 gennaio 2020”.
Poiché l’udienza avanti al TAR per la discussione della sospensiva dell’atto citato è già stata fissata per il 2 dicembre è evidente come la regione abbia ritenuto di modificare la precedente dizione contenuta nel citato DCA U00303/2019 per cercare di eliminare le ragioni del contendere. Resta tuttavia da correggere la mancata collocazione delle nuove strutture nell’ambito del dipartimento di emergenza come previsto del DM 70/2015“.

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