Narcotraffico, sconto di pena per Montenero

Sconto in vista per Dimitri Montenero. Alla luce della sentenza con cui sono state diminuite le pene per le droghe pesanti, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del 31enne di Aprilia, coinvolto in un’indagine su un vasto traffico di sostanze stupefacenti, e disposto un nuovo giudizio da parte della Corte d’Appello di Roma per rideterminare appunto la pena.

Due anni fa la Mobile di Latina arrestò il giovane, figlio del noto Nino Montenero, da anni al centro di inchieste su rapine e narcotraffico, considerato dagli inquirenti in contatto con potenti organizzazioni mafiose, al quale a marzo è stato sequestrato un patrimonio stimato in due milioni di euro perché ritenuto frutto di traffici illeciti.


A far finire il 31enne in manette le accuse di aver gestito un traffico di cocaina dalla Colombia e di hashish proveniente dal Nord Africa, droga che una volta arrivata ad Aprilia tramite delle donne utilizzate come corrieri, che nascondevano la “neve” nelle parti intime, da lì la denominazione “Las Mulas” data all’inchiesta, veniva destinata alle diverse piazze di spaccio, rifornendo un alto numero di pusher. E per chi non pagava scattavano le estorsioni.

Dimitri Montenero è stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina. Ottenuta una riduzione della pena dalla Corte d’Appello di Roma il 28 novembre scorso, essendo stato assolto dall’accusa di tentata estorsione ed essendo state ridimensionate le accuse relative allo spaccio di droga, per il 31enne è quindi arrivata una condanna a sei anni e dieci mesi di reclusione e a pagare 23mila euro di multa.

Vista la nuova norma, l’imputato ha però fatto ricorso e la Cassazione ha ora annullato la sentenza impugnata e, “limitatamente al trattamento sanzionatorio”, rinviato il procedimento alla Corte d’Appello.