Una mappa digitale del reticolo idrografico regionale, il progetto

In foto Antonio Tagliaboschi e Andrea Renna

La prima mappa – digitalizzata e interattiva e consultabile online in ogni istante – del reticolo idrografico regionale. È il prossimo obiettivo di Anbi Lazio, che ha promosso nei giorni scorsi un tavolo tecnico con la partecipazione dei rappresentanti di tutti i Consorzi di Bonifica del Lazio. Una cartografia informatizzata che racchiuderà in una unica soluzione la mappa e il dettaglio di tutti i fiumi, corsi d’acqua, canali, rii, fossi e fossati che concorrono a formare il vasto e frammentato bacino idrografico laziale. “Abbiamo iniziato il percorso necessario e non più rinviabile per dotare gli operatori del settore – dice Luciana Selmi, presidente Anbi Lazio – di uno strumento prezioso e fondamentale per il monitoraggio, la cura e le attività di manutenzione del nostro davvero vasto reticolo”. Servirà necessariamente tempo per completare la mappa con il contributo degli esperti in servizio presso ciascuno dei Consorzi e uniformare in un solo documento dal primo all’ultimo dei fiumi, dal primo all’ultimo dei canali.

“Era arrivato il momento. Recentemente anche la Regione Lazio – aggiunge Andrea Renna, direttore Anbi Lazio – ci aveva sollecitato a procedere in questa direzione. La cartografia digitalizzata, una volta completata, sarà un patrimonio che il sistema consortile regionale metterà a disposizione online di tutti gli addetti del comparto, degli enti e delle istituzioni locali a cominciare da Comuni, Province, Prefetture e Regione. Sarà un formidabile strumento per effettuare un costante monitoraggio su ogni evento di rilievo relativo alla nostra rete idrografica. Ciascun interessato potrà seguire in diretta e avere aggiornamenti, ad esempio, sulla tipologia e sullo stato di avanzamento di ogni attività e di ciascun intervento di manutenzione che verranno eseguiti sul territorio regionale. Potremo incrementare i livelli di conoscibilità dello status della rete, come anche perfezionare il livello della operatività delle nostre strutture nei casi di emergenze o calamità. Ciascun Consorzio saprà esattamente cosa fanno gli altri, i Consorzi stessi potranno scambiarsi informazioni in tempo reale e i cittadini, non solo i consorziati, potranno conoscere la mole dei nostri interventi, come spendiamo i soldi della contribuenza e l’importanza delle nostre attività nella prevenzione del rischio idrogeologico, per la difesa del territorio, per la salvaguardia dei contesti produttivi e per la sicurezza dei residenti, anche di quanti vivono nei centri urbani”.