L’affondo: “I numeri esprimono il fallimento di Acqualatina”

Acqualatina ha comunicato al Governo e alla Regione che servono almeno 150 milioni di euro nei prossimi quindici anni per ridurre la dispersione idrica al 35%, e afferma, bontà sua, che l’eliminazione delle perdite non può gravare sui cittadini e che quindi sarebbero opportune risorse pubbliche. Tutto questo in considerazione dell’obsolescenza delle reti ereditate dalle precedenti gestioni e mai oggetto di manutenzione. Reti ereditate non ieri ma diciassette anni fa!

Acqualatina si dà un arco temporale per la riduzione delle perdite a un valore quasi fisiologico, a condizione di avere a disposizione nuovi finanziamenti pubblici, che va oltre la scadenza della convenzione di gestione della durata di trenta anni e che scade nel 2032.


Una dichiarazione che accompagnata all’altra, la mancata manutenzione delle reti obsolete, rende palese, ancora una volta, il fallimento di una gestione privatistica del ciclo idrico integrato”. Una nuova stroncatura all’operato del gestore idrico provinciale che arriva da LEU/Articolo Uno, attraverso una nota stampa a firma di Beniamino Gallinaro e Mariarita Manzo.

“Quel che non spiega la Società è perché nonostante gli interventi che sarebbero stati messi in campo in questi anni, la situazione non sia migliorata anzi…

Da sempre abbiamo sostenuto che prioritario fosse il recupero della dispersione idrica che nel 2018, ammontava al 72%, nel 2017 eravamo al 70%, nel 2010 al 63% dell’ acqua immessa in rete (i dati sono tratti dai rapporti informativi di Acqualatina).

E’ in questo 72% che si evidenzia il fallimento di Acqualatina. E’ questo aumento della dispersione idrica che Acqualatina non spiega mai. A 17 anni dalla presa in gestione del Sistema Idrico Integrato, gli acquedotti sono ancora un colabrodo.

I numeri nella loro crudezza esprimono questo fallimento: nel 2018 sono stati immessi negli acquedotti 134 milioni e mezzo di metri cubi di acqua potabile ed i ne sono stati fatturati solo 35 milioni di metri cubi!

E’ troppo semplice bussare alla porta di Governo e Regione per nuovi fondi.. E’ un voler sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità. La dispersione è data dalla somma di acqua non fatturata (evasione, acqua non fatturata) e di perdite fisiche.

Se andiamo ad analizzare la percentuale di perdite, che avvengono durante l’adduzione e la distribuzione, arriviamo al 45%. Quasi la metà dell’acqua immessa in rete viene persa.

E questo 45%, negli anni rimane costante nei rapporti informativi di Acqualatina. Una ulteriore prova che poco o niente è stato fatto per il recupero della dispersione fisica.

La conferenza dei sindaci dovrebbe intervenire con forza nella proposizione di nuovi investimenti in tal senso e dovrebbe costantemente far sentire il fiato sul collo ad Acqualatina e non limitarsi a tour propagandistici nei depuratori.

Chiudiamo rivolgendoci ai sindaci: ma la ripubblicizzazione del ciclo dell’acqua è scomparsa dall’orizzonte della politica? Quali azioni vogliono mettere in campo per renderla credibile, hanno una strategia? La ripubblicizzazione è un problema solo dei sindaci o ha bisogno dell’apporto e della partecipazione di associazioni e cittadini? Amministrazioni aperte e trasparenti – chiosano da Leu/Articolo Uno – dovrebbero coinvolgere i cittadini nelle proprie scelte”.