Capolarato, dopo gli spari a Terracina in manette anche un 36enne indiano

Capolarato, dopo gli spari a Terracina in manette anche un 36enne indiano

La vicenda di Terracina che aveva portato nelle scorse settimane all’arresto di un 35enne del posto, assume le chiare dinamiche di uno sfruttamento organizzato. Dopo il giovane imprenditore agricolo che secondo le ricostruzioni aveva minacciato i braccianti con un fucile, ieri sarebbe finito in carcere anche il “caporale” un 36enne di nazionalità indiana.

A trarlo in arresto gli agenti del Commissariato di Polizia di Terracina in esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Tribunale di Latina.

Secondo le indagini l’indiano avrebbe aiutato l’imprenditore agricolo a disfarsi dell’arma dopo averla utilizzata per terrorizzare i braccianti agricoli. Inoltre, secondo le testimonianze delle vittime, il “caporale” annotava su un quaderno gli orari effettivi di lavoro dei dei braccianti, non tenendo conto dei contratti di lavoro e ancor più decurtando dalla paga persino le pause dovute ai bisogni fisiologici.

L’indiano, adesso dovrà rispondere, in concorso con l’imprenditore agricolo, dei reati di sfruttamento del lavoro con l’aggravante delle minacce nonché di favoreggiamento personale e porto abusivo di arma da fuoco.

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