Incontro chiarificatore finito in aggressione: la condanna

Da un incontro chiarificatore fissato per via di alcuni sms inviati a una ragazza, una repentina quanto violenta aggressione che spedì un giovane in ospedale. Quindi un processo e nei giorni scorsi, dopo anni di attesa, il deposito della sentenza emessa dal giudice di pace Giovanni Pesce: un giovane fondano, oggi 27enne, è stato condannato a 40 giorni di permanenza domiciliare e al risarcimento di 10mila euro per i reati di lesioni e minacce nei confronti della parte offesa, costituitasi civilmente mediante l’avvocato Paolo Giuseppe Sotis. Contestualmente, sulla scorta di una richiesta del pubblico ministero, il fascicolo è stato inviato presso la Procura di Latina, per valutare se procedere o meno per falsa testimonianza nei confronti di un teste della difesa, ritenuto non attendibile.

Paolo Giuseppe Sotis

L’episodio che ha dato il ‘la’ al processo risale al novembre del 2011, e come accennato nacque da alcuni messaggi inviati dall’imputato sul telefono di una ragazza che all’epoca intratteneva una relazione sentimentale con la parte offesa. Circostanza che a margine portò dunque a un appuntamento tra i due ragazzi, il primo già maggiorenne e peraltro praticante kickboxing, l’altro di 16 anni. Si videro in pieno centro, proprio fuori il Municipio. Un rendez-vous degenerato nell’arco di poco, stando alle ricostruzioni emerse nel corso del giudizio. “Non fare lo scemo, altrimenti ti appiccico al muro”, avrebbe minacciato ad un certo punto il più grande dei due. Vedendosi rispondere “E fallo”. Invito non declinato: il maggiorenne avrebbe colpito l’altro con una raffica di pugni in faccia, fino a fargli sbattere il capo contro il palazzo comunale, fermandosi solo per via dell’intervento del personale municipale, per poi dileguarsi. Sul campo restava il 16enne, insanguinato e in seguito costretto a ricorrere alle cure ospedaliere. Quindici giorni di prognosi, per il malcapitato.