Il Tempio di Apollo come stalla? Nel dubbio, una certezza: l’Appia antica continua col degrado

Il Tempio di Apollo come stalla? Nel dubbio, una certezza: l’Appia antica continua col degrado

Questa mattina un gruppo di militanti fondani dell’associazione Destra Sociale e del Dipartimento Paesaggio e Territorio di Fratelli D’Italia, coordinati da Alberto Di Fazio ed impegnati in una “passeggiata di vigilanza passiva sull’Appia antica, soggetta a costanti atti di vandalismo e inciviltà”, si sono imbattuti in “un’apertura nella parete del tempio di Apollo con tanto di cancellata in ferro battuto apparentemente utilizzata per la chiusura del bestiame”.

Motivo per cui Di Fazio ha poi deciso di allertare le autorità competenti. Non l’unica motivazione all’origine della bussata a chi di dovere, in realtà. L’area archeologica, sottolineano Di Fazio e sodali, si presenta in forma tutt’altro che smagliante. Degrado a go-go: infrastrutture dell’area pic-nic danneggiate, rifiuti di vario genere e perfino siringhe nell’area verde, staccionate di protezione abbattute “per poter utilizzare il posto come luogo per feste da discoteca a base di alcol”.

Rispetto al buco notato nel tempio di Apollo, gli scriventi colgono l’occasione per tuonare: “Facile che, data la quasi inesistente vigilanza dell’Ente Parco competente [quello dei Monti Aurunci, ndr], qualcuno abbia deciso di farsi la stalla nelle mura dei resti dell’imponente edificio religioso pagano, che dovrebbe essere meta di turismo e invece è un rudere inutilizzato, al massimo usato come ‘dog park’ da parte di sconsiderati che vi lasciano correre i loro cani, ignorando che è assolutamente vietato farlo (ma, del resto, la segnaletica del parco non fa alcun riferimento alle leggi in materia)”.

A tutela della Regina Viarum Destra Sociale e Fratelli d’Italia fanno quindi un appello pubblico, invitando nuovamente “le autorità competenti a incrementare le attività di controllo delle risorse naturalistiche e archeologiche sotto la loro gestione e responsabilità, ma anche i comuni di Fondi e Itri a fare la propria parte, visto che i parchi sono un bene di tutti”.

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