Omicidio Pisnoli, nessun beneficio per l’assassino Piras

Omicidio Pisnoli, nessun beneficio per l’assassino Piras

Deve restare in carcere. Nessun beneficio per Gabriele Piras, sardo di 59 anni, arrestato per l’uccisione di Massimo Pisnoli, nel 2008 ad Aprilia, e che collaborando con la giustizia ha poi confessato anche altri omicidi.

La Corte di Cassazione ha negato al 59enne il differimento della pena per gravi infermità e anche gli arresti domiciliari. Deve restare dietro le sbarre.

Piras, dopo un litigio per la spartizione di un bottino di diecimila euro, frutto di una rapina messa a segno in una banca romana, nei pressi del Divino Amore, attirò in trappola Pisnoli, suocero del calciatore Daniele De Rossi, e lo uccise in un campo nei pressi della stazione ferroviaria di Campoleone.

Arrestato dai carabinieri, il 59enne iniziò a collaborare con la giustizia, confessando altri delitti. Come l’omicidio il 14 settembre 2006 a Roma, precisamente a Corviale, di Stefano Nataloni, un tossicodipendente di 38 anni.

Piras sta ora scontando 30 anni di reclusione per una serie di condanne che vanno dagli omicidi alle rapine, dal sequestro di persona allo spaccio di droga, fino alla detenzione illecita di armi.

Malato, il 59enne sostiene però di non poter restare in carcere. E ha chiesto il differimento della pena appunto o i domiciliari.

Un’istanza respinta prima dal Tribunale di Sorveglianza di Milano e ora dalla Cassazione.

I giudici hanno specificato che pesano i “numerosissimi precedenti” del condannato, che ha iniziato a compiere reati già da minorenne, che le patologie di cui soffre sono costantemente monitorate dai medici del carcere e che soprattutto non c’è alcuna incompatibilità tra lo stato di salute del 59enne e la detenzione carceraria. Il ricorso è stato dichiarato dalla Suprema Corte inammissibile.

Per gli ermellini i benefici chiesti da Piras possono essere concessi solo a chi è in pericolo di vita o comunque costretto in “condizioni inumane oggettivamente inaccettabili”.

L’assassino di Pisnoli deve così pagare anche le spese processuali e versare tremila euro alla Cassa delle Ammende.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social
[ff id="2"]