La condanna per mafia del “Signore del Vento” e il porto di Gaeta: le stoccate del sindaco di Formia

La condanna per mafia del “Signore del Vento” e il porto di Gaeta: le stoccate del sindaco di Formia

Nel tardo pomeriggio di martedì, l’imprenditore trapanese Vito Nicastri è stato condannato dal Gup di Palermo a nove anni di carcere per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Soprannominato di volta in volta “Re dell’Eolico” o “Signore del vento”, per via dei gradi investimenti nelle energie rinnovabili, secondo l’accusa Nicastri sarebbe stato tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro. Un nome, quello dell’imprenditore siciliano, che negli anni ha sfiorato da vicino il Golfo pontino: le pale eoliche di Nicastri transitarono anche per il porto di Gaeta. Ed è proprio a questa circostanza che si ricollega l’intervento del sindaco di Formia Paola Villa, arrivato a poche ora dalla sentenza di condanna dell’imprenditore. “È arrivata dopo tanti anni in cui, parlando del porto commerciale di Gaeta, si ci trovava a parlare di petcoke, di scarichi di merce polverose, e di pale eoliche”, scrive il primo cittadino formiano. “E qualcuno ci diceva, rimproverandoci, ‘ma neanche la roba pulita vi sta bene che arrivi al porto commerciale, neanche le pale eoliche!’ E quando si provava a spiegare chi fosse Nicastri, che il Financial Times aveva soprannominato ‘il Signore del vento’, quando si provava a mettere insieme, Trapani, Palermo, Nicastri, le pale stoccate al Porto commerciale di Gaeta e Messina Denaro, e Cosa Nostra, qualcuno immaginava che si stavano facendo illazioni, che ci eravamo fatti prendere la mano dalla fantasia, che qualche giornalista aveva esagerato. Ecco, oggi arriva chiara netta, quella sentenza. Arriva in un silenzio surreale“.

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