Altri guai per Berriola, dovrà risarcire la Guardia di finanza

Altri guai per Berriola, dovrà risarcire la Guardia di finanza

Altri guai per Luca Berriola, ex ufficiale della Guardia di finanza, originario di Formia ed ex comandante delle Fiamme gialle di Terracina. A condannarlo questa volta è stata la Corte dei Conti del Lazio.

L’ex ufficiale rimase coinvolto in alcuni procedimenti penali, a partire dall’inchiesta dell’Antimafia di Roma denominata “Broker” e relativa a quella che sarebbe stata la più grande truffa compiuta ai danni del Fisco, un raggiro da due miliardi di euro, compiuta da un’organizzazione criminale con al vertice l’imprenditore ed estremista di destra Gennaro Mokbel.

Una vicenda in cui l’investigatore venne accusato di aver agevolato e coperto il gruppo criminale e per cui è stato condannato a quattro anni di reclusione.

Tra le contestazioni mosse dagli inquirenti a Berriola vi è però anche quella di essersi appropriato, nel 2003, durante un controllo negli uffici dell’Ancona Calcio, di una pen drive contenente contabilità in nero e di aver chiesto ai responsabili della società 40mila euro per restituirgli quel supporto ed evitare così a loro contestazioni da parte delle Fiamme gialle.

Abbastanza per far ipotizzare a carico dell’ex ufficiale i reati di furto e tentata estorsione. Dopo una condanna a tre anni di reclusione in primo grado la vicenda era finita in prescrizione, ma la Procura contabile ha chiesto a Berriola di risarcire 49mila euro per il danno causato con la sua condotta all’immagine della Guardia di finanza e per quello da disservizio, avendo compiuto reati nel corso di un’indagine anziché effettuare il suo lavoro.

Alla fine i giudici hanno avallato solo l’ipotesi di danno da disservizio e l’ex ufficiale è stato così condannato a risarcire alla Finanza poco più di novemila euro.

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