Fitofarmaci, dopo l’inchiesta scattano le interrogazioni parlamentari

Fitofarmaci, dopo l’inchiesta scattano le interrogazioni parlamentari

Dopo l’inchiesta di Marco Omizzolo e di Angelo Mastrandrea pubblicata su Il Venerdì di Repubblica sono state molte le reazioni anche dal mondo della politica. Un’inchiesta sui fitofarmaci che ha svelato aspetti inquietanti partendo dall’Agro Pontino. Tra le risposte quella del senatore Grasso, già presidente del Senato, che ha presentato un’interrogazione parlamentare, al Ministro della Salute, al Ministro delle Politiche Agricole e al Ministro dell’Interno. A darne notizie è stato proprio Marco Omizzolo attraverso i social network.

Riportiamo il testo dell’interrogazione parlamentare.

“Al Ministro della Salute; Al Ministro delle Politiche Agricole; Al Ministro dell’Interno

premesso che:

i fitofarmaci sono prodotti che possono essere usati in agricoltura per proteggere le piante da possibili attacchi di microrganismi patogeni o per influenzare le caratteristiche di resistenza e commerciabilità; 

sono illegali i fitofarmaci non autorizzati dal Ministero della Salute in quanto non se ne conoscono gli effetti sulla salute dei consumatori e dei lavoratori;

l’impiego di fitofarmaci illegali in agricoltura è sempre più frequente. Le sostanze illegali vengono usate dai produttori, con fini commerciali, principalmente allo scopo di anticipare le stagionature per arrivare primi sul mercato, per rendere frutti e ortaggi esteticamente più belli e presentabili, nonché per essere più duraturi e resistenti nel traporto;

l’impiego di queste sostanze illegali crea un grave danno alle aziende agricole che non ne fanno uso, di fatto generando una concorrenza sleale nel mercato agroalimentare;
il danno più grande derivante dall’utilizzo di fitofarmaci illegali è quello alla salute dei consumatori finali e dei lavoratori che li adoperano, nonché sull’ambiente visto l’impatto nocivo delle sostanze che si disperdono durante il loro utilizzo;
considerato che:
il settore del commercio illegale di farmaci fitosanitari costituisce un vero e proprio business per le agromafie;
fin dagli anni ’90 il comparto agroalimentare è stato soggetto a condizionamenti e penetrazioni da parte delle mafie. Le associazioni criminali dominano la filiera agroalimentare attraverso una complessa governance multilivello che va dal piccolo agricoltore alle grandi catene di supermercati. Le mafie mediante i loro condizionamenti riescono persino ad imporre prezzi e determinare la buona o cattiva sorte sul mercato dei prodotti. Questo settore del mercato rappresenta dunque un business redditizio anche per la criminalità organizzata;
secondo i risultati riportati dall’ Istituto Eurispes nel 6° rapporto sulle Agromafie il volume d’affari complessivo annuale delle agromafie è salito a 24,5 miliardi di euro, con una crescita del 12,4% rispetto all’anno precedente;
nel 2018 le notizie di reato sono aumentate del 58 % mentre secondo l’Osce, un pesticida su quattro è contraffatto;
come evidenziato anche dalle ricerche del giornalista e sociologo Marco Omizzolo e del giornalista Angelo Mastrandrea, nel territorio laziale dell’Agro Pontino sembra che il fenomeno di imprenditori che si rivolgono al mercato clandestino per comprare sostanze illegali sia particolarmente notevole.
Il Nucleo Anti Sofostificazioni dei Carabinieri di Latina rende noti i numeri dei sequestri negli ultimi due anni: 12.631 confezioni nel 2018 e 2.095 nei primi sei mesi del 2019;
l’impatto ambientale e sulla salute di queste sostanze, incrociato con i numeri in notevole aumento, desta perplessità e preoccupazione;

si chiede di sapere:

quali azioni, alla luce di quanto sopra sinteticamente esposto, i Ministri in indirizzo intendano adottare per contrastare il fenomeno dei fitosanitari illegali;
se siano a conoscenza dell’aumento di queste pratiche illegali soprattutto nel territorio dell’Agro Pontino;
se non ritengano opportuno attivare una indagine nazionale sui flussi di fitofarmaci illegali”.

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