Troppe due punizioni, annullato il licenziamento di un direttore delle Poste

Troppe due punizioni, annullato il licenziamento di un direttore delle Poste

Non si può essere sottoposti a due procedimenti disciplinari per gli stessi fatti. Questo il principio che ha portato il giudice del lavoro del Tribunale di Latina, Viola Montanari, ad annullare il licenziamento di un direttore di un ufficio postale pontino ritenuto responsabile di una serie di ammanchi.

Contestando la sparizione di alcune somme dalle casse dell’ufficio postale di Borgo Montenero, Poste Italiane aveva inviato un’ispezione nello stesso ufficio e presentato una denuncia, prendendo nel 2010 provvedimenti contro l’allora direttore ritenuto responsabile della vicenda.

Quest’ultimo si era visto così sospendere per dieci giorni dal servizio e dalla retribuzione.

Dopo le indagini della polizia postale, tre anni dopo lo stesso era stato condannato per peculato dal Tribunale di Latina e a quel punto, l’anno dopo, Poste lo aveva licenziato.

Il direttore ha impugnato il licenziamento. I difensori del lavoratore, gli avvocati Benedetto e Roberto Guglielmo, hanno contestato l’applicazione del secondo più grave provvedimento disciplinare, specificando che per l’accusa degli ammanchi il loro assistito un provvedimento lo aveva già subito ed era quello della sospensione.

Poste se avesse voluto avrebbe dovuto insomma contestare subito l’ipotesi dolosa e procedere con la risoluzione del rapporto di lavoro.

Tesi che ora ha convinto il giudice Montanari, che ha annullato il licenziamento, considerandolo illegittimo, e ordinato di reintegrare e risarcire il direttore.

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