Punti di primo intervento a rischio e gli interrogativi sui Comuni

Punti di primo intervento a rischio e gli interrogativi sui Comuni

Leggiamo e pubblichiamo una nota a firma di Franco Brugnola in qualità di promotore del comitato per la difesa del punto di primo intervento di Sabaudia.

“In qualità di portavoce – commenta Brugnola – Come tutti sanno la gestione della sanità dal 1994 è stata affidata a delle Aziende Sanitarie ai sensi del D.lgs 502/1992. Ma ai Sindaci rimangono ancora molte competenze perché essendo portatori dei bisogni di salute della popolazione devono rappresentare nelle sedi opportune le esigenze dei cittadini che rappresentano per cui è fondamentale l’azione dei Comuni in termini di controllo, proposta, e “rivendicazione” nei confronti del livello regionale e delle aziende sanitarie.
Purtroppo troppo spesso sulla necessità di difendere i diritti dei cittadini prevalgono gli interessi di partito o i richiami degli organi regionali ai quali non piace ricevere ricorsi per cui è ipotizzabile pensare che potrebbero fare pressioni sui Comuni facendo magari presente che sarebbe per loro controproducente se facessero ricorso in quanto potrebbero perdere la possibilità di ottenere finanziamenti per le manifestazioni o per le opere pubbliche.


Sul Bollettino Ufficiale della Regione il giorno 13 agosto scorso è stato pubblicato l’oramai famoso DCA U00303/2019 con cui il Commissario ad acta per il ripiano dei disavanzi della sanità della regione ha stabilito quella che ancora veniva chiamata trasformazione dei Punti di Primo Intervento.
Allo scopo di decidere cosa fare già il 28 agosto fu tenuto un incontro presso l’Amministrazione provinciale in occasione del quale avevo predisposto pro bono una bozza di ricorso che consegnai a tutti i rappresentanti dei sette Comuni interessati oltre che al Presidente della provincia e ai Comitati civici.
La Conferenza dei Sindaci tenutasi poi per discutere su questo argomento il 9 settembre non si è conclusa con una votazione per cui non c’è stata la possibilità di esprimere un consenso né un dissenso anche se la maggioranza degli amministratori intervenuti nel dibattito ha espresso notevoli perplessità sulle modifiche del Sistema di Emergenza Sanitaria Territoriale previste dal citato DCA U00303/2019.


Nonostante ciò con la deliberazione del 12 settembre n. 849 del direttore generale dell’azienda USL Latina è stata disposta una disattivazione di tutti i PPI a decorrere dal 1° gennaio 2020. La loro sostituzione con strutture territoriali di cure primarie afferenti non più al Dipartimento di emergenza ma a quello delle cure primarie è fonte di preoccupazione in considerazione della complessità della materia che coinvolge la salute e la stessa vita delle persone, ma anche a causa della difficoltà di poter distinguere in molti casi la differenza tra l’urgenza e l’emergenza oltre che per assistere le patologie tempo-dipendenti.


Ma la cosa che desta meraviglia è che nelle premesse della citata deliberazione 849/2019 viene affermato che nel corso della riunione del 9 settembre non sarebbero state avanzate obiezioni da parte dei rappresentanti dei Comuni intervenuti nella discussione.
A questo punto, tenuto conto che il DCA U00303/2019 è stato pubblicato nel periodo feriale della Magistratura la scadenza del termine per la notifica alla controparte del ricorso al TAR di Roma dovrebbe essere il giorno 28 settembre mentre il termine per ricorrere al TAR di Latina avverso la delibera della ASL dovrebbe scadere il giorno 11 ottobre; infine il termine per il deposito di entrambi i ricorsi presso i TAR scadrebbe dopo altri 30 giorni.
Allo stato sembrerebbe che solo il Comune di Cori avrebbe deciso di presentare ricorso al TAR avverso il prefato DCA U00303/2019, ma l’atto deliberativo non risulta ancora pubblicato all’Albo Pretorio.
Dagli altri Comuni ancora nessuna notizia ufficiale.
Potrebbe darsi che la moral suasion svolta da qualche consigliere regionale abbia avuto effetto?
I cittadini che pagano già le tasse saranno costretti a mettersi le mani in tasca anche per difendere le loro strutture sanitarie dopo che sono già costretti a farlo a causa delle lunghe liste di attesa delle visite e degli accertamenti diagnostici?

La spesa dell’out of pocket nella nostra provincia è molto elevata.
Sed qua fronte questi amministratori si ripresenteranno agli elettori per la prossima tornata elettorale?
Per quanto mi riguarda, dopo aver chiesto per due volte (12 giugno e 7 settembre) di poter intervenire nel procedimento come previsto per legge (art. 9 della legge 241/1990) senza ottenere risposta alcuna, in qualità di promotore del Comitato in difesa del Punto di primo Intervento di Sabaudia ho segnalato con una nota del 14 settembre una serie di punti della delibera della ASL n.849/2019 che dovrebbero essere modificati e/o integrati rappresentando l’opportunità che la direzione generale dell’Azienda USL Latina voglia farlo in sede di autotutela e sono quindi in attesa, peraltro non dimenticando di tener presenti le scadenze dei termini per i ricorsi che potrebbero essere presentati contro entrambi i provvedimenti anche dal nostro Comitato, a proprie spese, ove le nostre richieste non venissero accolte.
Il fumus boni juris ritengo che possa essere ampiamente dimostrato e così il periculum per la salute dei cittadini, per cui sarà chiesta nel ricorso anche la sospensiva dei provvedimenti”.

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