Chiusura dei Ppi, comitati “esclusi” dal confronto

Chiusura dei Ppi, comitati “esclusi” dal confronto

Il 12 settembre scorso è stata pubblicata la deliberazione dell’Azienda USL Latina n. 849/2019 con la quale, oltre a prevedere la realizzazione di una Casa della Salute in ognuno dei Comuni che oggi sono sede di PPI (proposta questa avanzata da questo Comitato sin dal 15 gennaio scorso), nonostante quanto affermato fino ad ora i PPI non vengono “trasformati”, ma addirittura disattivati, il che non è la stessa cosa, anche se poi si afferma che saranno create delle strutture di cure primarie, che sarebbero dedicate alle sole urgenze (ma spesso è difficile capire la differenza tra urgenza ed emergenza): un bel pasticcio che potrebbe portare a problemi medico legali non indifferenti aggravati dal fatto che le nuove strutture non afferirebbero più al DEA di Latina ma il Dipartimento di cure primarie.


La decisione dell’Azienda comporta di fatto la cancellazione del servizio di prossimità del Sistema di Emergenza Sanitaria Territoriale (EST), uno dei Livelli Essenziali di Assistenza previsti dal DPCM 12 gennaio 2017, nel provvedimento si parla di una nuova struttura che si dovrà occupare solo delle urgenze con il trasferimento di tutte le emergenze al Pronto Soccorso più vicino violando i principi della gradualità e dell’appropriatezza delle cure oltre che i tempi di accesso al PS dato che in provincia di Latina molte località: da Giulianello a Suio ma anche da Roccamassima e Sonnino, per non parlare di Ventotene (dove da alcuni giorni manca anche il medico di base), si troveranno a più di un’ora di distanza dal PS più vicino mentre il tempo massimo previsto dalle Linee guida nazionali è di 20 minuti, mettendo a rischio la salute e la vita stessa dei pazienti affetti da patologie tempo dipendenti.


Questo Comitato, dopo la deludente seduta della Conferenza locale sociale e sanitaria del 9 settembre ha atteso inutilmente di essere messo in condizione di partecipare al procedimento amministrativo che in base alla legge avrebbe dovuto tendere alla “trasformazione” dei Punti di Primo Intervento.
La richiesta di questo Comitato era del 12 giugno ed è stata sollecitata il 7 settembre; la mancata partecipazione di questo Comitato rappresenta un vizio del procedimento ai sensi del combinato disposto dell’art. 13 della legge 833/1978 e dell’art. 9 della legge 241/1990 che consente ai Comitati, in quanto portatori di interessi diffusi di intervenire nel procedimento nel caso in cui possa derivare un pregiudizio come avverrebbe in questo caso ove venisse modificata l’attuale organizzazione dei PPI.
Questo Comitato, riunitosi ieri sera ha deciso di chiedere alla direzione generale dell’Azienda di riesaminare il provvedimento e di modificarlo in sede di autotutela per la parte che interessa i PPI ma anche per quanto riguarda le Case della Salute, atteso che dopo tanta attesa desideriamo fortemente che partano con il piede giusto.
La nota indirizzata alla direzione generale e per conoscenza all’assessore D’Amato, al Presidente della Commissione sanità della regione, al Presidente della conferenza locale sociale e sanitaria e al Sindaco di Sabaudia è già stata trasmessa.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social