“I Punti di Primo Intervento non chiuderanno”, l’intervento del Comune

“I Punti di Primo Intervento non chiuderanno”, l’intervento del Comune

Il Vice Sindaco di Priverno, Angelo Delogu e l’assessore alla sanità, Antonio Ines intervengono sulla questione della scongiurata chiusura dei Punti di Primo Intervento.

“Ci teniamo a tranquillizzare – spiegano nella nota – in primo luogo i cittadini di Priverno e del comprensorio, e, in secondo luogo, i colleghi dell’opposizione, i quali sono sempre inclini ai troppo facili allarmismi, e li corredano, per di più, con una serie di informazioni errate (e, si spera, non tendenziose).

Lo diciamo forte e chiaro: i Punti di Primo Intervento non chiuderanno. Sono arrivate una serie di rassicurazioni pubbliche, mediante comunicati stampa e nei vari incontri ufficiali che si sono sin qui tenuti, da parte di tutti gli attori coinvolti: dall’Assessore Regionale alla Sanità, ad autorevoli esponenti dell’amministrazione regionale, sino ai vertici della Asl di Latina.

Da ultimo nella conferenza dei Sindaci della provincia di Latina svoltasi nella giornata di ieri è stata ribadita la chiara volontà di non chiudere i Punti di Primo Intervento, lasciando inalterati orari di apertura, personale impiegato, strutture e attrezzature.

Manca un atto amministrativo formale a sancire in maniera incontrovertibile tali dichiarazioni di intenti, è vero; ma ci è stato garantito che quell’atto verrà adottato nella giornata di domani.

E di certo, sarebbe paradossale se, dopo tutti gli impegni formali assunti, non si tenesse fede alla volontà manifestata a più livelli e in più sedi.

Per quanto attiene al ricorso al Tar contro il Decreto del Commissario ad Acta – proseguono vice sindaco e assessore – che pure si era ipotizzato in questi giorni: chi ha mai detto che il Comune di Priverno non aveva intenzione di aderirvi, qualora non si fosse giunti (e, se per puro caso, domani non si giungesse) ad una soluzione politica alla questione?

Informiamo l’opposizione che, differentemente da quanto scrivono loro, si è ancora abbondantemente in termini per depositare il ricorso. La scadenza infatti non è giovedì 12 settembre (cioè fra due giorni), come si sostiene nel loro allarmistico comunicato, ma è il 30 ottobre 2019.

In effetti il Decreto del Commissario ad Acta 25 luglio 2019, n. U00303, avente ad oggetto, l’adozione del “Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio Sanitario Regionale 2019-2021” è stato pubblicato nel BURL della Regione Lazio del 13 agosto 2019 (è quindi da questa data che andrebbero calcolati i termini) e – come è scritto nello stesso decreto, se qualcuno si sforzasse di leggerlo, prima di citarlo – contro tale provvedimento “è ammesso ricorso giurisdizionale dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio entro 60 giorni dalla sua pubblicazione, ovvero ricorso straordinario al Presidente della repubblica entro 120 giorni”.

Tuttavia – come tutti sanno – ai sensi del codice del processo amministrativo (54, c. 2, d.lgs. n. 104/2010) anche in tale tipologia di processo i termini restano sospesi dal 1° agosto al 31 agosto di ciascun anno.

E, pertanto – concludono nella nota – il termine di 60 giorni si calcola dal 1° settembre e, secondo il nostro umile calendario, scade il 30 ottobre 2019.”

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