Processo antidroga Terminal, definitive le condanne per due imputati

Condanne definitive per due imputati nel processo antidroga denominato “Terminal”.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Michele Marano, 50enne di Napoli, e Santos Bruno Menichini, 30 anni, residente a Roma, detto il Brasiliano.


Era il 2016 quando, indagando sullo spaccio di cocaina, hashish e marijuana tra Terracina e Latina e su estorsioni e pestaggi di cui erano vittime i clienti debitori, la Polizia eseguì dieci misure cautelari.

Un’inchiesta su un gruppo di spaccio in cui spiccava il nome di Genny Marano, 20 anni, da tempo stabilitosi a Terracina e legato al clan Licciardi.

Sotto accusa, tra gli altri, erano inoltre finiti lo zio del giovane, Michele Marano appunto, e l’allora fidanzato della sorella, il Brasiliano.

Un’inchiesta su un ricco mercato della droga, acquistata a Roma e Napoli e poi piazzata in terra pontina.

Michele Marano, scegliendo alla fine il patteggiamento, se l’è cavata in Corte d’Appello a Roma con tre anni e mezzo di reclusione e novemila euro di multa. E Santos con due anni e quattro mesi di reclusione e ottomila euro di multa.

Entrambi hanno impugnato la sentenza, cercando ulteriori sconti, ma invano.

I ricorsi dei due imputati sono stati dichiarati dalla Cassazione inammissibili per “genericità e manifesta infondatezza dei motivi”.

E le due condanne sono così definitive.