Il morto è tuo? Lo seppellisci tu: costretti a inumare il parente defunto, vergogna al cimitero

Il morto è tuo? Lo seppellisci tu: costretti a inumare il parente defunto, vergogna al cimitero

A funerale appena concluso, ancora in lacrime per la perdita del proprio caro, si sono dovuti rimboccare le maniche ed improvvisare becchini. Interrando da loro la bara con le spoglie del compianto trapassato. Riprendendo un sintetico quanto eloquente commento comparso su Facebook a margine: “Il morto è tuo e te lo sotterri tu”. Un’inumazione fai-da-te di necessità: nel cimitero non c’erano addetti disponibili. O, almeno, non ce n’erano pronti ad ottemperare alle sepolture. Costringendo appunto i malcapitati parenti del morto a sbrigarsela come meglio potevano, aiutati solo dall’agenzia funebre di turno. Per la serie: come non contribuire all’elaborazione del lutto. Serie che sullo sfondo vede una guerra fredda fra l’amministrazione comunale e chi lavora tra le tombe (ma non solo). Un testa a testa tra Palazzo e dipendenti di cui stanno facendo le spese i cittadini. 

L’episodio al centro del cortocircuito all’ombra dei cipressi si è registrato lunedì mattina nel Sud pontino, a Formia. Teatro dei fatti il cimitero centrale di Castagneto, il più grande dei tre campisanti cittadini. Per una storia triste e incresciosa al di là di ogni contorno, e che non ha mancato di scatenare polemiche. Sul posto si racconta di momenti ad alta tensione, tanto da far sfiorare la rissa; i social hanno da subito riverberato un’ondata di indignazione. Nell’anormalità, la normalità: sarebbe stato strano il contrario.

L’indignazione viaggia sui social

Ma perché si è arrivati a tanto? Formalmente, i due dipendenti comunali di turno al cimitero avrebbero detto di non essere in grado di posizionare la bara nel terreno perché in pochi. Braccia incrociate, dunque. E a niente sono servite le insistenze dei famigliari del defunto. Che, al di là del fermo diniego a sotterrare il feretro, si sarebbero addirittura visti rispondere in malo modo da chi – in teoria – di dovere. Tatto messo da parte, per gli addetti municipali, che a quanto pare hanno sfoderato ben altro. Alla faccia della sacralità del posto che ha fatto da sfondo alla bagarre. Di quel corpo che in attesa di essere avviato al riposo eterno è rimasto invischiato nelle beghe terrene del prossimo. E alla faccia di quei congiunti in lutto ritrovatisi becchini per costrizione.

Agli occhi degli osservatori esterni, può sembrare un mistero come gli stessi dipendenti comunali di stanza al camposanto abbiano finora adempito a tumulazioni e inumazioni. Fino a prima le braccia erano di più? O, piuttosto, nell’occasione si è trattato di lassismo figlio di una ripicca contro il datore di lavoro? Di una vendetta trasversale, insomma? Chissà. Ad ogni modo, caso ha voluto che il niet all’affossamento si sia palesato proprio a margine di una stretta del Comune sul versante dei dipendenti, quelli cimiteriali in primis. Un cambio di passo che – a Palazzo lo sanno bene – ha portato a più di qualche tensione.

“Un altro, l’ennesimo, triste episodio che colpisce i nostri concittadini, a cui non può che andare un abbraccio ideale da parte di tutta la collettività”, il commento di Pasquale Cardillo Cupo, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. “Il rammarico è tanto e l’auspicio è che il Sindaco si scusi prontamente con i familiari del defunto per il gravissimo episodio avvenuto. Purtroppo lo scollamento amministrativo, le liti ed i contrasti tra e con i dipendenti si susseguono da mesi, ma questo non dovrebbe mai portare a ledere l’humana pietas ed il rispetto per i defunti.  Sarà doverosa una verifica interna per appurare le responsabilità e sanzionarle affinché tali episodi non abbiano a ripetersi”. Parole giunte in tarda mattinata, quelle del leader dell’opposizione consiliare. Inconsapevole del fatto che il sindaco Paola Villa si fosse già mosso nell’immediato.

A dir poco inviperito, il primo cittadino. Sicuro si tratti senza mezzi termini di una “ritorsione” per la maretta con l’amministrazione, il sindaco Paola Villa promette fuoco e fiamme. I colpevoli di quanto accaduto ieri, fosse accertato il quadro corrente, la pagheranno cara. Intanto però l’urgenza sono le scuse alla famiglia formiana scontatasi col cortocircuito cimiteriale. “Sono stata contattata dal figlio dell’uomo deceduto, ci vedremo nelle prossime ore in Municipio”, ha detto Villa questa mattina, rintracciata telefonicamente da h24notizie. “Innanzitutto, è doveroso fare a lui e alla madre le più sentite scuse a titolo personale e a nome dell’amministrazione che rappresento. Certe cose non possono accadere”.

Da ieri, assicura il sindaco, è stata attivata la dirigente Nunzia Lanziollotta, “chiamata ad aprire un procedimento disciplinare rispetto quanto accaduto e a prendere i dovuti provvedimenti verso chi ha sbagliato”, venissero confermate in toto le incresciose ricostruzioni attuali. Un’inchiesta interna attivata con i dipendenti sotto accusa che minimizzano l’entità dei fatti e respingono le accuse principali, riportano da Palazzo. Ma che adesso finiranno sotto la lente d”ingrandimento anche su ulteriori versanti, sembra insieme a diversi altri colleghi.

Il motivo? In pratica, quasi tutti gli addetti cimiteriali cittadini presentano qualche acciacco o situazione personale tale da rappresentare un intoppo col lavoro che dovrebbero svolgere per conto dell’ente da cui sono stipendiati. Tutto messo nero su bianco tramite certificati, ci mancherebbe. Peccato che adesso dal Comune indaghino pure su quei carteggi e sulla loro liceità. Il caso dell’inumazione fai-da-te potrebbe dare luogo a un effetto domino. Anzi, è esso stesso parte di un effetto domino già iniziato, se è vero come pensa il sindaco che il no alla sepoltura sia dovuto a una ritorsione contro l’amministrazione e le sue recenti disposizioni.

In particolare, ad aver ingenerato malumori di un buon numero di dipendenti municipali è stata una delibera del 26 agosto, con cui dal Comune tra le altre cose affidavano almeno fino al 31 dicembre alla controllata Formia Rifiuti Zero la pulizia dei cimiteri di Castagneto, Maranola e Castellonorato. Un atto volto a “migliorare lo stato dei luoghi”, veniva sottolineato nel documento. Luoghi al centro di reiterate polemiche da parte della cittadinanza, che lamentava uno stato di abbandono indecoroso. Da qui la delibera in oggetto, con contestuale spostamento delle “unità non attive”.

Che il fronte dei cimiteri cittadini fosse difficoltoso, del resto, Villa e i suoi sodali dicono di saperlo da tempo. “Dal nostro insediamento ci siamo subito resi conto che la situazione dei cimiteri era a dir poco pietosa. E non soltanto per la pulizia”, spiega il primo cittadino. “Ad esempio sono oltre dieci anni che si parlava, con tanto di comunicati stampa, di nuovi loculi. Senza che però vi fosse stata alcuna progettazione. Nel frattempo, di recente è arrivato in giunta il nostro progetto per il rifacimento degli impianti di illuminazione. Un passo verso il cambiamento, allo stesso modo dell’affidamento del servizio di pulizia alla Frz”. Cambio di passo in cui non mancano gli effetti collaterali, a seguire gli eventi.

 

 

 

 

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