Appalto per le strisce blu, crollano le accuse: tutti assolti

Appalto per le strisce blu, crollano le accuse: tutti assolti

Nessun illecito nell’affare dei parcheggi a pagamento a Gaeta.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cassino, Domenico Di Croce, ha assolto gli otto imputati, tra cui il sindaco Cosimo Mitrano.

Secondo il sostituto procuratore Eugenio Robolino, quattro anni fa il primo cittadino, insieme al dirigente comunale Pasquale Fusco, al geometra Pasquale Petrone, e alla legale rappresentante della cooperativa Blu Gaeta, Maria Rosaria Casaburi, si era reso responsabile di abuso d’ufficio, avendo affidato provvisoriamente e direttamente, dunque senza gara, il servizio di gestione dei parcheggi a pagamento, delle affissioni e dei procedimenti sanzionatori per violazioni amministrative e del codice della strada proprio alla coop sociale Blu Gaeta, liquidando alla stessa prima 279mila euro e poi quasi 228mila euro, somme superiori alla soglia prevista.

Stessa accusa poi per aver affidato, nel 2015, dopo la gara d’appalto, gli stessi servizi alla stessa cooperativa, una gara da 3,1 milioni di euro, escludendo la cooperativa Orizzonte e utilizzando anche zone demaniali, tutto il lungomare praticamente, senza prima aver ottenuto una regolare concessione dall’Autorità portuale su cui pagare il canone.

E per tale aspetto il primo cittadino, Fusco e Casaburi erano stati accusati pure di un’occupazione abusiva di novemila metri quadrati di demanio marittimo.

Il comandante della polizia locale, Mauro Renzi, Fusco e Antonio Di Tucci sono stati invece accusati di turbativa d’asta.

Per il sostituto Robolino i tre avrebbero infatti sottratto in maniera fraudolenta documenti della coop Orizzonte per escluderla dalla gara.

Pasqualino Monti e Fabio Ciani, alternatisi invece alla presidenza dell’Autorità portuale, sono stati ritenuti dagli inquirenti responsabili di omissione di atti d’ufficio per non aver provveduto, nonostante le segnalazioni di dirigenti dell’Authority, a far sgomberare le aree che sarebbero state per lunghi anni occupate abusivamente.

Un’inchiesta frutto delle indagini della sezione operativa della Guardia di finanza di Gaeta, arricchita anche da una serie di intercettazioni telefoniche.

Le accuse non hanno però convinto il giudice Di Croce.

Gli imputati, difesi dagli avvocati Antonio Buonemani, Vincenzo Macari, Zaza D’Aulisio, Alfredo D’Onofrio, Renato Archidiacono, Pasqualino Magliuzzi, Ammendola, Miroli, Luca Giudetti, Pierantozzi e Giuseppe Matarazzo, hanno così ottenuto un non luogo a procedere perché il fatto non sussiste.

E in precedenza il gip aveva già respinto la richiesta di sequestro del lungomare avanzata dalla Procura.

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