Legambiente: “Ripartire subito con il progetto del Policlinico del Golfo”

Legambiente: “Ripartire subito con il progetto del Policlinico del Golfo”

Legambiente Sud Pontino esprime soddisfazione per le conclusioni raggiunte nel corso della riunione convocata presso l’assessorato alla Sanità della Regione Lazio riguardo la paventata chiusura dei Punti di Primo Intervento di Gaeta e Minturno, fino a prima attesa – come per altri PPI pontini – per il 31 dicembre 2019. I sindaci del comprensorio interessati dal provvedimento e i consiglieri regionali eletti nella circoscrizione si sono fatti portavoce e parte attiva delle istanze del loro territorio. Erano presenti i vertici della Asl di Latina e Ares 118.

“Stando alle dichiarazioni dell’assessore D’Amato, già preannunciate con un comunicato stampa nei giorni scorsi, non vi sarà nessuno smantellamento dei Punti di Primo Intervento i quali anzi, in prospettiva, diventeranno al più presto Case della Salute, mentre quelle esistenti verranno ulteriormente implementate”, ricordano da Legambiente. “L’operatività dei punti di primo intervento , ha rassicurato l’assessore, resta h24 ed i servizi erogati saranno collegati al territorio grazie all’Ares 118 che aumenterà i mezzi presenti nelle aree considerate maggiormente strategiche”.

“Occorre ora aprire un confronto più possibile ampio e condiviso per rilanciare un progetto di sanità nel distretto del Sud Pontino più rispondente alle reali necessità dei residenti, a cominciare dalla piena operatività della Emodinamica dell’ospedale di Formia”, dichiara il presidente di Legambiente Sud Pontino, Dino Zonfrillo. “Resta comunque prioritario e strategico proseguire il percorso verso il Policlinico del Golfo per la realizzazione di nuove strutture che possano accogliere in modo adeguato personale sanitario e tecnologie al passo con i tempi. Occorre ora mettere fine al fenomeno dell’esodo dei pazienti verso altre regioni in cerca di strutture meglio attrezzate. Il disinteresse mostrato per decenni per sanità nel basso Lazio ha portato al graduale depauperamento della offerta. La decisione – conclude Legambiente – può essere il primo atto di una doverosa inversione di tendenza”.

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