Punti di Primo Intervento: sindaci e comitati pronti a scendere in campo contro il decreto della Regione

Gli amministratori vogliono intraprendere tutte le iniziative necessarie a far revocare il provvedimento regionale che eliminerebbe dei punti di riferimento sanitario

Punti di Primo Intervento: sindaci e comitati pronti a scendere in campo contro il decreto della Regione

Si è tenuto questa mattina presso l’aula Loffredo della Provincia un incontro per affrontare il problema della chiusura dei Punti di primo intervento sul territorio della provincia di Latina così come ipotizzato dal decreto firmato il 29 luglio scorso dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Punto di primo intervento di Minturno

All’incontro erano presenti, oltre al presidente della Provincia Carlo Medici, i sindaci di Latina Damiano Coletta, di Sabaudia Giada Gervasi, di Minturno Gerardo Stefanelli, di Cori Mauro De Lillis,  i rappresentanti dei Comuni di Cisterna, Gaeta, Priverno, Sezze, Pontinia oltre ai componenti di numerosi comitati di cittadini che si stanno battendo per salvaguardare la sopravvivenza dei presidi sanitari.

Nel corso del dibattito è emersa la volontà comune degli amministratori di mettere in campo tutti gli atti e intraprendere tutte le iniziative necessarie a far revocare il provvedimento regionale che eliminerebbe dei punti di riferimento sanitario fondamentali per le popolazioni dei centri interessati. I rappresentanti dei Comuni hanno insomma sottolineato la volontà costruttiva rispetto all’interlocutore ma ribadito la ferma intenzione di difendere l’esistenza dei punti di primo intervento attraverso una serie di azioni da mettere in campo sia prima dell’incontro fissato per il 5 settembre prossimo con l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato che eventualmente nella fase successiva.

A conclusione dell’incontro quindi è stato stabilito che nei prossimi giorni sarà presentata una lettera per chiedere la sospensiva del provvedimento regionale in autotutela salvo poi, in caso di esito negativo del confronto con la Regione, arrivare ad una vera e propria diffida legale con annesso ricorso contro il decreto della Regione.

Per il 9 settembre è stata inoltre già convocata una conferenza dei sindaci ad hoc che affronterà nuovamente la questione alla luce dell’esito dell’incontro con l’assessore regionale alla sanità.

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