“Girolamo Siciolante – Il Redentore (1566 – 68)”, la mostra a Bassiano

“Girolamo Siciolante – Il Redentore (1566 – 68)”, la mostra a Bassiano

“Girolamo Siciolante – Il Redentore (1566 – 68)”. E’ questo il titolo della mostra che verrà inaugurata sabato 27 luglio presso l’auditorium comunale a Bassiano. Da tempo la più accreditata storiografia artistica riconosce in Girolamo Siciolante (Sermoneta 1521–Roma 1575) uno dei principali protagonisti del Manierismo romano, stagione artistica tra le più felici per l’Urbe pontificia e per l’intero Lazio. Nel territorio pontino, a Sermoneta sua città natale e a Bassiano, si conservano alcune importanti opere, che già da sole restituiscono un’immagine più che eloquente di un artista la cui valentia fu ben presto riconosciuta oltre le possenti mura del Borgo natio.

Siciolante fu un pittore che già in vita godette di un notevole successo che lo portò ad essere prediletto interprete presso numerose ed influenti famiglie dell’aristocrazia pontificia. Nell’ultimo decennio di vita fu tra i massimi esponenti dell’ambiente artistico romano grazie ad un linguaggio sostanzialmente privo di eccessi, in cui i marcati accenti della Maniera toscana venivano stemperati da una rassicurante matrice classicista.

Di Siciolante, ancora in vita, se ne occupò il pittore e storico aretino Giorgio Vasari che, nella seconda edizione delle Vite (1568), aprì il capitolo dedicato ai Diversi Artefici Italiani, proprio con una estesa narrazione dedicata al Siciolante: l’artista è descritto come “molto eccellente nella sua professione” oltre che “valoroso pittore”. Con lui vengono ricordati artisti del livello di Marcello Venusti, Jacopino del Conte, Cesare Nebbia ed il Pomarancio, tutti attivi a Roma nella seconda metà del XVI secolo.

Molto più recentemente, negli anni Cinquanta del secolo scorso, il grande storico dell’arte Federico Zeri rilevava come “a Girolamo Siciolante spetti un’attenzione meno scarsa di quella che meritano i pittori cui viene abitualmente considerato in fascio”.

Il Redentore è un dipinto ad olio su tavola (cm 59×46) databile alla seconda metà dagli anni Sessanta del XVI secolo. La finezza dell’esecuzione, la perfetta impaginazione e il brillante cromatismo tipico della tarda Maniera romana, fanno sì che la tavola di Bassiano possa essere annoverata tra le più belle creazioni dell’intera produzione del Siciolante Sermoneta. L’opera viene ricordata nel 1766 da Pietro Pantanelli nel suo manoscritto Notizie istoriche (edito nel 1911) esposta “nella collegiata chiesa di S. Nicola in Bassiano”. Il Redentore è quindi citato da Gaetano Moroni (Dizionario, vol. LXXXIX, 1858) che annota come nella chiesa di S. Nicola a Bassiano vi sia “una tavola col Salvatore di Sicciolante [sic]”.

Nella seconda metà del Novecento Federico Zeri, (Pittura e Controriforma, 1957) ritiene il Redentore opera “in cui lo spiccato classicismo delle opere giovanili cede gradualmente ad un accento squisitamente mistico” e lo data intorno 1560. Più tardi John Hunter (Girolamo Siciolante, 1996), rilevando alcune somiglianze con il Cristo benedicente di Palestrina, lo colloca nel triennio 1566-1568.

A quegli stessi anni si fa solitamente risalire la grande Incoronazione della Vergine (Museo diocesano di Sermoneta), che presenta interessanti analogie col Redentore di Bassiano sia nel volto della maestosa figura di Cristo sia negli intensi gialli e rosa del luminoso fondale.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social