All’Europarlamento solo dopo la Brexit, la battaglia di De Meo al Tar

All’Europarlamento solo dopo la Brexit, la battaglia di De Meo al Tar

Giusto il tempo di brindare per l’elezione al Parlamento Europeo che è arrivata la doccia gelata: fuori dai palazzi di Bruxelles fino alla Brexit.

Un brutto colpo quello incassato a fine maggio dal sindaco di Fondi, Salvatore De Meo, esponente di Forza Italia.

Tutto dopo i riconteggi sulla distribuzione dei seggi.

De Meo, a cui non sembra andare giù l’idea di dover attendere la Brexit per aver il suo seggio all’Europarlamento, ha così fatto ricorso al Tar contro l’Ufficio elettorale nazionale presso la Corte di Cassazione e contro il Ministero dell’Interno.

E nei confronti di chi invece un posto al sole in Europa lo ha ottenuto subito, ovvero il leghista pontino Matteo Adinolfi, Fulvio Martusciello, Herbert Dorfmann e Raffaele Fitto.

La presidente della Seconda sezione Bis del Tar del Lazio, Elena Stanizzi, ha deciso: il ricorso di De Meo verrà discusso il prossimo 15 ottobre.

I giudici dovranno decidere se avallare la decisione dell’Ufficio elettorale e del Viminale di far insediare l’europarlamentare azzurro “solo dopo che il recesso del Regno Unito dall’Unione europea sarà divenuto giuridicamente efficace”.

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