Trappole illegali per chinghiali, insorge il CABS: “Alta richiesta di questi sistemi di cattura e tortura”

Trappole a scatto, cappi, sistemi complessi di cattura e tortura sono ampiamente diffusi nel panorama della caccia illegale italiana.

Trappole illegali per chinghiali, insorge il CABS: “Alta richiesta di questi sistemi di cattura e tortura”

E’ il secondo caso in poco più di un mese. Le grandi trappole in metallo per la cattura dei cinghiali scoperte dai Carabinieri Forestali nei pressi di Fondi, rappresentano il secondo caso di bracconaggio di questo tipo in poco tempo”.

Lo fa presente, con una nota stampa, il CABS, l’associazione di volontari specializzati in antibracconaggio, dopo il rinvenimento di trappole a “ghigliottina”.

Appena il 12 giugno scorso – afferma il CABS – un’altra grande trappola era stata rinvenuta nello stesso comprensorio, ossia quello del Parco Regionale Naturale dei Monti Aurunci”. Ad intervenire, anche quella volta, i Carabinieri Forestali”.

Il CABS esprime la propria soddisfazione per il fatto che in entrambi i casi sono stati denunciati i presunti responsabili ma contemporaneamente non può non rilevare come tali usi, vietati dalla legge venatoria, sono molto diffusi nell’intero territorio nazionale. “Sono gli stessi ritrovamenti operati dai Carabinieri Forestali – ha affermato il CABS – a mettere in evidenza la specializzazione che vi è dietro la costruzione di tali trappole. In metallo, di grandi dimensioni e con un sistema di chiusura a scatto che di certo richiede una notevole maestria e competenza. Evidentemente chi li costruisce – conclude il CABS – deve potere contare su una richiesta adeguata.

Trappole a scatto, cappi, sistemi complessi di cattura e tortura sono ampiamente diffusi nel panorama della caccia illegale italiana. Purtroppo, rileva il CABS , i reati venatori non sono adeguati. Basti considerare che la legge prevede per essi semplici reati di contravvenzione che di certo non fanno molto paura.

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