Aleppo, affari illeciti attorno al Mof: condannati i D’Alterio

Aleppo, affari illeciti attorno al Mof: condannati i D’Alterio

Condannati i quattro imputati coinvolti nell’inchiesta “Aleppo” che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma, Chiara Gallo, ha condannato la moglie del presunto boss Giuseppe D’Alterio detto ‘o marocchino, Anna D’avia, a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena, e i figli Luigi D’Alterio a 6 anni e 4 mesi, Armando D’Alterio a 3 anni, 6 mesi e 20 giorni, e Melissa D’Alterio a 3 anni e 4 mesi.

Secondo l’Antimafia capitolina, che ha coordinato le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Latina, i D’Alterio, sfruttando anche i loro legami con i clan camorristici, avrebbero monopolizzato illecitamente i trasporti legati al Mof di Fondi, rendendosi responsabili di estorsioni, illecita concorrenza con minaccia o violenza, impiego di denaro di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante del metodo mafioso.

Il giudice Gallo ha inoltre ordinato la confisca delle quote e del patrimonio della società Suprema spa.

Entro 90 giorni le motivazioni della sentenza.

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