A Sabaudia si chiude la prima di tre settimane de “Il Parco e la Commedia”

A Sabaudia si chiude la prima di tre settimane de “Il Parco e la Commedia”

Il racconto del Parco e la Commedia continua. Si appresta la chiusura della prima delle tre settimane di programmazione della rassegna teatrale promossa dalla Pro Loco Sabaudia, curata dal presidente dell’Associazione Gennaro Di Leva e dal direttore artistico Umberto Cappadocia, con il patrocinio del Parco nazionale del Circeo, del Comune di Sabaudia, della Provincia di Latina e della UILT- Unione italiana libero teatro, superando le più rosee aspettative. Il teatro a cielo aperto della cavea del Centro visitatori del Parco nazionale del Circeo, in queste prime serate che si protrarranno fino al 5 agosto, sta continuando a mostrare uno dei suoi volti più belli. Il pubblico, anche in questi giorni feriali, continua a scegliere Il Parco e la Commedia, abbracciando dagli spalti gremiti le scene ma anche quel progetto che si rinnova ininterrottamente dal 2011. Il teatro incontra – nuovamente – la natura e i gusti di tutti coloro che, così numerosi, danno valore alla scelta consolidata in queste nove edizioni: quella del coinvolgimento e della partecipazione, cercando di veicolare anche le cose più serie e complesse tramite eventi che rimangono all’insegna della leggerezza.

La sagacia, l’ironia e l’intelligenza sono il filo conduttore che lega realtà, pièce, compagnie distanti tra loro per tempi, luoghi, contenuti, esperienza, consentendo di abbracciare un pubblico vario per età e attese. Questa sera (mercoledì 17 luglio, come sempre alle 21) in scena c’è Politically scorrect della compagnia “I magnattori”. Ethan Coen ed Edoardo Erba, lontani geograficamente ma non nell’impianto concettuale e ideologico, sono messi a confronto da Simona Serino nello stesso spettacolo, per una serata all’insegna dell’ironia cinica e pungente. Una felice unione ideale, attraverso quadri apparentemente autonomi ma collegati da un sottile filo conduttore in cui “nulla è come sembra”, permette agli attori di non interrompere un’atmosfera e allo spettatore di riflettere su quanto non si conosca mai fino in fondo l’essere umano e la vita.

Cambio di scena e domani (giovedì 18 luglio) Il Parco e la Commedia accoglie il ritorno di chi su quel palco ha mosso i primi passi ed è di casa: protagonista la compagnia della Pro Loco Sabaudia “Napul’è… Na” e il suo nuovo spettacolo, nato dall’ingegno e dalla serrata comicità della regista e interprete Titti Marino. Dopo il tutto esaurito dello scorso anno con La famiglia Bruscolin, quest’anno si punta, se possibile, al rialzo con la commedia in due atti Poliambulatorio le 3 Grazie. Nella sala d’attesa di un ambulatorio medico, tra malati veri, presunti e a volte inesistenti, prendono vita emozioni, gioie, paure e talvolta anche drammi propri della vita di molti, anche se la spontaneità, e il coraggio, di chi sceglie di ridere, e far sorridere, nonostante tutto sarà come sempre la cifra eletta da Titti Marino.

Venerdì 19 luglio, dopo l’esilarante Destabilizzati della seconda serata di questa nona edizione di rassegna, il teatro a cielo aperto del Centro visitatori del Parco vede il ritorno della compagnia di Roma “Insieme per Caso” con Povero Piero. Il testo di Achille Campanile, nella rilettura del regista Angelo Grieco, tratta in chiave ironica e dissacrante il tema tabù della morte e dei rituali a questa connessi, denotando l’ipocrisia delle “buone maniere”. L’arma prescelta per liberarsene è il riso a cominciare dalle singolari disposizioni testamentarie di Piero che dispone sia data notizia della sua dipartita solo a esequie avvenute; tuttavia l’incredibile “risuscitamento” del protagonista rivelerà i comportamenti opportunisti dei presunti cari. Nel sagace allestimento proposto dal regista, i diciassette personaggi in campo sono tutti distintamente connotati, a eccezione di Piero, a sottolineare la loro dimensione inumana, a servizio di ipocrite convenzioni. Il finale a sorpresa, tuttavia, evidenzia la volontà di lasciare un messaggio speranzoso di un’umanità ancora desiderosa di riscattarsi.

Assecondando le scelte della direzione artistica di offrire momenti di pura leggerezza alternandoli però a occasioni di riflessione, sabato 20 è in scena uno delle novelle più struggenti di Pirandello. A presentare L’altro figlio la compagnia “Ferro e Fuoco”. «Nella mia carriera di attrice – come nelle parole della regista e interprete Alessandra Ferro – ho interpretato tanti personaggi ma pochissimi sono rimasti nella mia anima e nel mio cuore come Maragrazia. Il personaggio di questa umile, vecchia, sporca, sofferente madre, è un personaggio indelebile dentro di me». Nel descriverla Pirandello dice che i suoi occhi apparivano come lontani, quelli di una infanzia senza memorie, vedova e ridotta a mendicare, vive nel ricordo di due figli emigrati in America e nella ingenua speranza di rivederli. Un terzo figlio vive a lei vicino, meriterebbe il suo amore ma lei non può darglielo, poiché è “il sangue che si ribella”.

Da una delle pagine italiane più emozionanti si passa, domenica 21 luglio, a una storia impressa nella memoria di ognuno: La Cattedrale, pluripremiato (in 12 Paesi nel mondo) spettacolo liberamente ispirato a Notre Dame di Paris di Hugo, nella rilettura della compagnia di Formia “Costellazione”, diretta da Roberta Costantini e Marco Marino. Allo spettatore viene attribuito il ruolo della pietra di cui è fatta la Cattedrale, quello di assistere a un intreccio di destini e di storie strappate all’oblio. La pietra, imbevuta di ideali, immaginazioni, conflitti, sofferenze e bisogni degli esseri umani, di tutte le vite trascorse che l’hanno animata. Nello spazio scenico e in platea si muovono dodici attori che mutano d’aspetto e di ruolo come in un rapido sfogliare di pagine, evidenziano un mondo di finzione, falsità, convenienza, in cui imperversano l’accattonaggio morale e la pochezza etica, così pericolosamente specchio della quotidianità odierna. La regia ha scavato nel testo di Hugo per ritrovare la falda in cui scorreva la linfa che ha alimentato un’epoca storica e, così facendo, ha consentito a quella linfa di tornare in superficie e scorrere nuovamente.

Ogni appuntamento è come sempre a ingresso gratuito grazie all’imprescindibile sostegno economico di attività produttive che rinnovano sempre in modo crescente il loro contributo e all’apporto degli Enti che con il loro appoggio consentono di portare in scena ventidue serate di teatro, dialogo e collaborazione, in uno dei luoghi più rappresentativamente “nostro” di questo territorio.”

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