Disordini all’interno del carcere, a giudizio i fratelli Di Silvio

Disordini all’interno del carcere, a giudizio i fratelli Di Silvio

Resistenza aggravata a pubblico ufficiale e danneggiamento. Con queste accuse sono stati direttamente citati a giudizio dalla Procura della Repubblica di Velletri due esponenti del clan Di Silvio di Latina e altri quattro imputati, protagonisti il 5 ottobre 2017 di disordini all’interno dello stesso carcere veliterno.

Sotto accusa Giuseppe Pasquale e Ferdinando Pupetto Di Silvio, figli di Armando Lallà, considerato dalla Dda di Roma al vertice di un’associazione per delinquere di stampo mafioso costituita dalla famiglia nomade nel capoluogo pontino.

Imputati inoltre Francesco Ialacqua, di Marino, Vincenzo Massullo, Davide Pitassi e Alessandro Cruciani, tutti di Roma.

I sei, secondo gli inquirenti, all’interno del carcere di Velletri dove erano detenuti avrebbero minacciato la polizia penitenziaria e distrutto diversi oggetti.

Nello specifico, i due fratelli Di Silvio avrebbero scatenato una rivolta all’interno della sezione detentiva II A, distruggendo un tavolo e utilizzandone le gambe per fare a pezzi due orologi a muro, quattro telecamere di sorveglianza e sette finestre.

Pupetto avrebbe poi preso un idrante e avrebbe diretto il getto verso gli uomini della Penitenziaria, minacciandoli.

Rivolgendosi al comandante della stessa polizia penitenziaria, avrebbe infine detto: “Comandante non ti avvicinare. Devi portare via tutta questa marmaglia e devi sentire mio fratello. Non ti avvicinare e non venire qui”.

Giuseppe Pasquale, armato di bastone, avrebbe invece distrutto alcune finestre e inveito contro due uomini della Penitenziaria, denigrandoli. E condotte analoghe sarebbero state tenute dagli altri quattro imputati.

A processarli sarà il giudice del Tribunale di Velletri, Luigi Tirone.

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