Spese processuali per gli amministratori, “due pesi e due misure”

Spese processuali per gli amministratori, due pesi e due misure. E’ questa la posizione del consigliere comunale del Partito Democratico Claudio Marciano che evidenzia una situazione di disparità nei confronti dell’ex sindaco Bartolomeo. Disparità dovuta a cosa? Una domanda forse retorica ma comunque il consigliere di opposizione mette in fila una serie di punti per disegnare un quadro che pare avere davvero molte ombre. “Se un amministratore pubblico viene inquisito ma risulta completamente innocente all’esito dell’indagine, la legge prevede che le spese processuali siano pagate dall’Ente in cui esercita il proprio mandato. È una norma di civiltà, che tutela lo stato di diritto, e afferma il principio che chiunque può avere accesso alle cariche politiche senza dover pagare decine di migliaia di euro per dimostrare di essere innocente da un’accusa infondata.
Questa norma, a Formia, è stata utilizzata da tanti: dirigenti, funzionari, delegati, consiglieri comunali in carica e a riposo. Tutti quelli che hanno dimostrato la loro estraneità ai fatti contestati dalla Procura, hanno potuto contare sul sostegno del Comune di Formia, per rimborsare le proprie spese processuali.
Ebbene, solo ad una persona questo diritto è stato negato: all’ex sindaco Sandro Bartolomeo. Con una squallida motivazione burocratica, l’attuale Giunta Comunale si è costituita in giudizio per resistere al decreto ingiuntivo presentato dall’avvocato di Bartolomeo, malgrado la sentenza sia stata promulgata oltre due anni fa e la sua parcella sia in linea con quella stabilita dall’ordine e inferiore a quella presentata e già liquidata da altri.
E’ da precisare che “il processo” (Impero Romano) non è arrivato oltre l’udienza preliminare, tanto era infondata l’accusa, ma questo non ha risparmiato l’ex sindaco dall’essere investito da una cloaca mediatica atroce.
Immagino quali piroette tecnico giuridiche ci siano dietro la scelta della Giunta, che in verità nasconde, piuttosto male, il disprezzo e la mancanza di rispetto nei confronti di un avversario politico. La cosa più triste è che, nello stesso processo, è stato coinvolto un ex funzionario del Comune, già delegato dell’attuale Sindaca, ma a lui – prosciolto dalle stesse accuse – l’avvocato è stato pagato.
Queste pratiche imbarbariscono i rapporti politici e seminano rabbia, discordia, desiderio di rivalsa.
Sono atti politicamente osceni, e chi li attua, volente o nolente, dimostra solo una cosa: di non avere dignità.
Comunque, vedremo l’esito della causa e ne trarremo le dovute conclusioni”