Pastore tedesco morto, i proprietari denunciano un’animalista

Pastore tedesco morto, i proprietari denunciano un’animalista

Il pastore tedesco morto nei giorni scorsi nel giardino di una casa a Cisterna di Latina non si è impiccato con la catena a cui era legato, nel tentativo di scappare perché tormentato dal troppo caldo, ma è rimasto vittima di un incidente imprevedibile. E chi ha denunciato l’accaduto, facendo scattare sui social network una gogna mediatica ai danni del proprietario dell’animale, anziché soccorrere il cane si è messo a filmare la scena, diffondendo poi il video.

Queste le accuse con cui, in un’articolata querela presentata alla Procura della Repubblica di Latina e inviata per conoscenza anche alla polizia postale, il proprietario di “Tyson” e il padre hanno denunciato una vicina di casa e un’animalista.

Il 51enne autore della denuncia ha specificato di aver adottato il pastore tedesco sei mesi fa da un canile di Sermoneta e che del cane si prendeva cura il figlio, un 30enne, che ha sottoscritto a sua volta la denuncia.

Il giovane ha precisato di aver lasciato “Tyson” in giardino domenica 30 giugno, legato a una catena di oltre quattro metri, con anello scorrevole, cibo e acqua fresca a disposizione, e che tornato poi a casa sarebbe stato aggredito da una vicina e da un’animalista, che lo accusavano di aver ucciso l’animale.

Gli autori della denuncia hanno quindi sostenuto che le accuse di aver portato il cane a impiccarsi nel tentativo di fuggire sono completamente false e che, essendo state mosse sui social sempre dall’animalista intervenuta, oltre 400 persone hanno poi commentato quella notizia, minacciando il trentenne di morte.

Il ragazzo, tramite gli avvocati Tommasina Sbandi e Maria Rosaria Pistilli, ha inoltre precisato di essere stato costretto da quel momento a barricarsi in casa, temendo per la sua incolumità, e a far uso di tranquillanti.

Sempre i firmatari della denuncia ritengono infine che responsabilità vi siano invece da parte sia della vicina che dell’animalista, le quali anziché chiedere l’intervento di un veterinario avrebbero cercato da sole di prestare soccorso al pastore tedesco, dicendo poi di avergli fatto anche la respirazione bocca a bocca, e riprendendo la scena con un telefonino.

Per gli avvocati Sbandi e Pistilli, le due donne si sarebbero rese così responsabili di omissione di soccorso di animali e di diffamazione ai danni del proprietario di “Tyson”. E ora sarà la Procura a dover indagare.

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